martedì 15 maggio 2018

“TOSCA” AL TEATRO REGIO DI PARMA VINCE L’ALLESTIMENTO MA BUONO ANCHE IL CAST




L’allestimento di Alberto Fassini, creato nel 1999 per il teatro Comunale di Bologna (dopo l’anteprima di Palermo) non meritava di finire con la morte del suo creatore” – afferma il regista Joseph Franconi Lee che per 20 anni ha lavorato con Fassini, erede della scuola di Luchino Visconti.
Il teatro Regio di Parma ha fatto, dunque, una giusta scelta nel riproporre questo allestimento di “Tosca” nella stagione lirica 2018, unica grande mancanza: la diva per eccellenza di quest’opera, Raina Kabaivanska, per la quale Fassini ideò questo particolare allestimento basato sul bianco e nero.

Il soprano Anna Pirozzi ha ottenuto successo alla prima del 27 aprile scorso ma causa influenza è stata sostituita dal soprano Saioa Hernandez (nata a Madrid ed allieva di Renata Scotto e Montserrat Caballe), non così convincente dal punto di vista interpretativo sia scenico che vocale, sebbene con buone doti vocali – dizione a parte – tanto da superare la prova del temuto pubblico parmigiano. Sostituito anche il tenore Andrea Caré e ad interpretare il ruolo di Mario Cavaradossi è stato Migran Agadzhannan che ha riscosso un suo personale successo per doti vocali e di dizione, un bel timbro e una adeguata interpretazione del personaggio; nato in una famiglia di musicisti ha iniziato fin da piccolo lo studio del pianoforte ed ha indubbiamente una buona musicalità.

Nel ruolo di Scarpia si sono alternati Francesco Landolfi e Angelo Veccia, con scarse possibilità di lasciare un’impronta di questo personaggio pucciniano che siamo abituati a vedere, ed ascoltare, rappresentato in altro modo.
Una menzione particolare al baritono Armando Gabba nel ruolo del sagrestano che ha caratterizzato in modo estremamente efficace, mai sopra le righe, delineando il personaggio con intensità e credibilità tali da meritare il caloroso applauso del pubblico parmigiano.
Ottima l’ Orchestra Filarmonica Italiana diretta dal M° Fabrizio Maria Carminati.

Qualche piccola imperfezione registica di Joseph Franconi Lee (non credibili i due protagonisti principali per una non adeguata movenza scenica che li potesse far apparire due “innamorati” di cui una “gelosa” per eccellenza) non ha offuscato, però, la bellezza dell’opera pucciniana, in particolare in due momenti d’effetto dell’allestimento di Fassini: il Te Deum in una cupola in controluce come una visione di forte potenza pittorica, ed il finale di indubbia suggestione in quella manciata di secondi di tableau vivant, sotto le luci rosse di un’alba anomala sporca di sangue, sottolineati dalle ultime cupe battute orchestrali che concludono la composizione del Maestro Puccini.
Eddy Lovaglio

venerdì 20 aprile 2018

LEONORA GENNUSA: DALLA VITA MILITARE ALL'OPERA LIRICA


Chi conosce per la prima volta Leonora, ha subito l'impressione che sia nata per essere un soprano lirico, un po' per la sua bellezza raffinata ed elegante, un po' per il suo portamento che la rende sempre in perfetta sintonia con il pubblico e tutto ciò ovviamente viene confermato dalle sue grandi doti canore.  
Nessuno penserebbe che nel suo passato ci sia un trascorso nell'Esercito, ma come è riuscita a passare dalla mimetica ai vestiti in pizzo e lustrini?


Chi era Leonora prima di diventare soprano? 

Leonora è sempre stata una ragazza semplice che nella sua vita ha vissuto svariate esperienze, ho fatto danza classica per 12 anni, poi crescendo ho scoperto il mondo della moda ed ho fatto la fotomodella per svariate agenzie che mi hanno portato a lavorare in tre città italiane a me molto care come Roma, Firenze e Milano. A un certo punto dopo la mia maturità  mi è  stata posta la fatidica domanda:“Cosa vuoi fare da grande? “.
Avevo solo 18 anni e quindi seguendo l'esempio di mio padre, ex primo clarinetto della banda nazionale dell'esercito italiano, pensai di arruolarmi nell'esercito, ma al contempo non abbandonai mai la musica che rappresentava la mia passione più sfrenata. Decisi di fare allo stesso tempo l'addestramento nell'esercito e la preparazione per l’ammissione in Conservatorio.
Qualche giorno dopo aver fatto l'esame di ammissione mi trovai con una risposta positiva da parte del Conservatorio e di lì a poco avrei dovuto firmare per arruolarmi in modo definitivo. Bene, a quel punto ho scelto con il cuore che mi ha portato a volare sulle ali della musica!

1  Da dove è nata la passione per la lirica? 

La mia passione per la lirica diviene da una quantità enorme di emozioni che l’opera mi ha sempre dato. Mamma fin da quando ero in pancia mi faceva ascoltare musica classica ed anche il mio nome “Leonora” diviene da un amore viscerale di papà verso due grandi compositori: Giuseppe Verdi e Beethoven. Nella mia famiglia ci siamo sempre circondati di artisti e musicisti, per esempio mio padre in questo momento sta lavorando per aprire svariati collegamenti tra le scuole siciliane e i Teatri più importanti che si trovano nella nostra amata Sicilia. Numerosi ad oggi sono gli incontri che vengono fatti, grazie a progetti accuratamente pensati per i ragazzi, con il Teatro Massimo di Palermo.



 La disciplina che hai avuto durante il tuo periodo militare, ti serve nel mondo della lirica? 

La disciplina e la costanza fanno parte del mio carattere, ovviamente le esperienze come frequentare un collegio nel periodo delle superiori e poi l'esercito hanno accentuato tutto questo. Credo che sia un aspetto necessario per chi voglia fare il nostro lavoro. Per cantare ci vuole passione, umiltà, costanza nello studio e soprattutto molta testardaggine e caparbietà. La mia famiglia mi ha sempre sostenuto in tutte le mie esperienze e per me sono fonte di forza e di esempio di vita.

  Tre pregi e tre difetti di Leonora…

Tre pregi: Umile, Altruista e Forte. Tre difetti: Orgogliosa, Testarda, Altruista

1   C’è un ruolo che ancora non hai affrontato, ma che vorresti debuttare? 

Una delle ultime cose che sto studiando per i miei prossimi impegni è Liù dalla Turandot di Giacomo Puccini, questo ruolo mi commuove, la forza di questa donna e l'amore che nutre dentro di sé per il suo uomo fino a compiere il gesto estremo di darsi la morte da sola; scuote l'intera scena e mi affascina immensamente.



  Hai un gesto scaramantico prima di entrare in scena? 

Prima di entrare in scena faccio box, mi aiuta ad isolarmi dal mondo ad aumentare la concentrazione e soprattutto mi scarica, dandomi la tranquillità di cui ho bisogno. In questo modo posso entrare in modo più sereno nel mondo dei miei personaggi accogliendo dentro di me il mood di ognuno di loro.

1  Come ti vedi tra dieci anni? 

Non amo guardare troppo al futuro, solo quanto basta per organizzare la mia vita, preferisco vivere nel presente con la consapevolezza di ciò che è stato il mio passato, seppur breve visto la mia giovane età. La vita mi ha messo molte volte davanti a fatti compiuti, dai quali mi sono dovuta rialzare ed ho ricominciato a lottare perché la vita è il dono più bello che abbiamo e un giorno senza sorriso è un giorno perso. La musica mi ha sempre dato la forza di superare tutto.



1  Finisci la frase: per te la musica è…

La musica trasmette a ciascuno significati diversi e a volte può comunicare cose diverse in momenti diversi ad una stessa persona. La musica non è fatta solo da note corrette, ma di passione, dedizione, intenzione travolgente.


Emanuela Campanella 

sabato 31 marzo 2018

PATRIZIA PATELMO: L’URAGANO BLU


In questa intervista abbiamo l’opportunità di conoscere Patrizia Patelmo più da vicino, non solo come artista ma come mamma, moglie e come donna.
Una persona completa e creativa, sempre in movimento proprio come un uragano blu.
Blu per il suo colore della chioma che la distingue dalle solite acconciature e dona con essa, tutta la sua vivacità.

Patrizia Patelmo: mezzosoprano, mamma, moglie, insegnante e...?
E chi più ne ha più ne metta…
Pittrice, restauratrice, progettatrice d’interni, poetessa, scrittrice, stilista e pianista. Per farla breve una donna creativa, un vulcano…o forse come mi definì tempo fa un mio allievo: L’Uragano Patelmo!

Chi la conosce sa che sfoggia abitualmente una fantastica chioma blu, un look abbastanza insolito per una cantante lirica...
È vero, la chioma bleu ingannatrice!
Ogni volta che dico che sono una cantante tutti subito pensano ad una rocker.
In realtà il mio stile è unico: un po’ perché credo che ciascuno lo sia e un po’ perché disegno e spesso realizzo i miei abiti utilizzando sempre tanti colori, tessuti e filati differenti, con un pizzico di stravaganza.
Dico chi sono attraverso gli abiti e soprattutto attraverso i colori, proprio come nel canto: tanti “colori”, tante sfumature, tante intenzioni, altrimenti tutto sarebbe piatto…e grigio!



Nel corso della sua carriera ha avuto modo di visitare parecchie parti del mondo, ma qual è il luogo che le è rimasto di più nel cuore?
Il cuore va subito a Bregenz, all’emozione che si prova cantando dentro al lago mentre il sole tramonta e davanti a te ci sono 7000 persone e ti senti piccolo e grande nello stesso momento, ti senti parte di un tutto perché sei dentro alla natura, ma mi lasci citare anche Miami con le sue spiagge, il calore penetrante del sole, il vento, le palme, i pub raffinatissimi, l’atmosfera da sogno, ed una città così poco americana senza grandi Mall, sempre in fermento…


Che cosa non può mancare nella sua valigia?
Spartiti e candele!
Spartiti perché provenendo dallo strumento non riesco a non guardare la musica tra un atto e l’altro, candele perché non vado a dormire senza prima aver acceso una candela esprimendo un desiderio.


A chi si ispira quando canta?
Non voglio essere presuntuosa ma m’ispiro a me stessa, nel senso che non ho un artista di riferimento! C’è chi mi piace per una caratteristica chi per un’altra, ma in ogni caso cerco di comunicare l’anima di Patrizia, di “pescare” nel vissuto, nelle pieghe più recondite del cuore per farne dono al pubblico che mi ascolta.
Cantare, per me, è comunicare da cuore a cuore!
Quando mi dicono che canto col cuore mi fanno felice. Certamente senza tecnica è impossibile avere una tavolozza piena di “colori” e sfumature, ma senza anima lo è ugualmente…diciamo che è un gioco di squadra!


Ci può svelare un suo sogno chiuso nel cassetto?
Uno è sempre troppo poco per una come me che non si accontenta mai.
Rientrare nel grande circuito disegnando anche i costumi delle opere che canto e aprire una Accademia ispirata a “Saranno Famosi” con teatro annesso dove si vive e si respira l’Arte .




Emanuela Campanella

lunedì 26 marzo 2018

Concorso internazionale per giovani cantanti lirici RICCARDO ZANDONAI


Dal 29 Maggio 2018 al 02 Giugno 2018 riparte la XXV edizione del Concorso internazionale per giovani cantanti lirici a Riva del Garda – Trento (Italy).

La scadenza iscrizioni è fissata al 24 Maggio 2018.
La quota iscrizioni: 100,00 euro.
Limite di età: 36 anni.


I PREMI:

Primo Premio 8.000 Euro
Secondo Premio 5.000 Euro
Terzo Premio 3.000 Euro
Premio Riccardo Zandonai 3.000 Euro
Premio Mietta Sighele - 1.000 Euro (alla giovane promessa max. 25 anni) per la frequenza del corso di canto a musicaRivafestival 2018
5 premi Comune di Riva del Garda e musicaRivafestival (per la partecipazione ai corsi di perfezionamento di canto di musicaRivafestival 2018) 
Premio Speciale Wiener Staatsoper - Austria *
Premio Speciale Tiroler Festpiele Erl - Austria *
Premio Speciale Batumi Art and Music Center - Georgia *
Premio Speciale Sinapsi Opera Orchestra "con Verdi nel mondo" - Italia *
Premio Speciale - Teatro di San Carlo Napoli - Italia *
Premio Speciale musicaRivafestival per la partecipazione ad un concerto nell'ambito di musicaRivafestival 2018


"PREMIO SPECIALE VERIANO LUCHETTI"
 
Il Premio Speciale Veriano Luchetti vuole essere un omaggio e un riconoscimento alla celebre voce e alla stimata personalità del tenore di fama internazionale e fondatore, assieme a Mietta Sighele, del concorso internazionale per giovani cantanti lirici «Riccardo Zandonai».
Questo Riconoscimento, donato dal Direttore Artistico di Musica Riva Festival e del Concorso Zandonai stesso, Mietta Sighele, sarà del valore di euro 8.000
e andrà al giovane tenore di grande e spiccato valore artistico, che, con umile dedizione allo studio ed egual grandezza, saprà rendere omaggio all’eccellenza delle doti vocali ed interpretative del tenore Veriano Luchetti le cui esibizioni, raffinate e di grande pregio, hanno entusiasmato i palcoscenici dei teatri più importanti al mondo.
Questo Premio Speciale giunge in un’occasione che ha riempito di gioia MusicaRivaFestival, gli amici e i suoi fans: l’intitolazione del teatro di Tuscania, sua città natale, a Veriano Luchetti, il 17 marzo scorso.

* Partecipazione retribuita a concerti o spettacoli operistici, in un ruolo da concordare. 

Per richiesta informazioni e contatti:

mercoledì 21 marzo 2018

LA CORELLI TORNA SULLA SCENA FERRARESE CON IL CAPOLAVORO DI MASCAGNI «CAVALLERIA RUSTICANA»




Argenta, 21 marzo 2018 – «Cavalleria Rusticana» è pronta a debuttare sul palcoscenico del Teatro dei Fluttuanti venerdì 23 marzo alle ore 21.00, segnando il ritorno della compagine musicale ravennate de LaCorelli sulla scena ferrarese.

A tornare sul podio per l’occasione è Jacopo Rivani, che è anche Direttore Artistico della compagine, e che nella sua carriera ha già avuto modo di spaziare tra le più diverse e celebri pagine d’opera “Con una predilezione speciale per il Verismo, spiega. “Di «Cavalleria» apprezzo in particolare il profondo legame tra testo e musica, il temperamento e l’intensità, inversamente proporzionali alla durata dell’opera: questa pagina contiene una lettura dei sentimenti umani che risulta immediatamente comprensibile a tutti. In ogni opera di Mascagni ci riconosciamo, nel bene e nel male”.

Alla Regia, alle Scene e ai Costumi, Lorenzo Giossi, di cui stupisce la capacità di mettere efficacemente in scena pagine capitali con scenografie essenziali: “Partendo dal presupposto fondamentale che l’Opera non vada collocata in un contesto temporale preciso essendoportatrice di messaggi universali e senza tempo, come la musica stessa, che è eterna, mi concentro sui pochi elementi necessari a trasmettere il senso profondo racchiuso nel cuore della trama”, spiega Giossi. “Se il fil rouge di«Cavalleria» è ravvisabile nell’ipocrisia perbenista delle convenzioni sociali e religiose, ecco allora un confessionale di marmo bianco usato con sufficienza, simbolo di un preteso candore, svilito e offeso nella realtà dei fatti dalle nefandezze umane, e ridotto così a vuoto simulacro.

«Cavalleria Rusticana» va in scena in un allestimento prêt-à-porter, organizzato in forme e dimensioni snelle, quindi facilmente replicabile in ogni ambiente (l’opera è in tournée, nel più ampio quadro del progetto Ceci n’est pas Theatre”, già accolto con entusiasmo da critica e istituzioni).

Pregiato il cast vocale in palcoscenico, che annovera una schiera di giovani talenti (Santuzza,Laura Palma; Lola, Giorgia Paci; Turiddu, Davide Piaggio; Alfio, Giacomo Contro; Lucia, Elisa Gentili), accompagnati dall’Ensemble musicale Tempo Primo, diretto con consueta maestria daJacopo Rivani su riduzione per 12 strumenti di Paolo Marcarini, e ancora l’Ensemble corale Tempo Primo e il Coro Quadriclavio di Bologna, preparato da Lorenzo Bizzarri.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 348/2652283 – 0532/800843 
– Sito web: www.teatrodeifluttuanti.com 
– Vendita online: www.vivaticket.it