martedì 3 febbraio 2015

Elisir d'Amore, estratti dell'opera di Donizetti

Alcuni tratti e ritratti dell'opera lirica 
Elisir d'Amore
di Gaetano Donizetti

Trama

Atto I

In un campo alberato, presso un villaggio, interrotta la fatica della mietitura, contadini e contadine si riposano all’ombra degli alberi mentre la ricca Adina legge la storia di Tristano ed Isotta e del filtro amoroso. Nemorino osservandola da lontano, si scopre innamorato di lei. D’un tratto appare il sergente Belcore, gradasso e sicuro di sé, che comincia a corteggiare insistentemente Adina; ella sembra non disdegnare le sue attenzioni. Nemorino, disperato, preso coraggio, dichiara il suo amore alla fanciulla che però lo respinge. Nel frattempo giunge nel villaggio Dulcamara, dottore praticone che decanta i suoi prodotti. Nemorino gli chiede se può acquistare da lui il filtro della regina Isotta; subito il dottore gli vende un Elisir che gli assicura così potente al punto da far innamorare di lui Adina in ventiquattro ore. Nemorino lo beve e subito, certo degli effetti dell’Elisir, canta soddisfatto incurante della presenza della ragazza che, indispettita dal bizzarro contegno del giovane, s’impegna a sposare Belcore. Il sergente viene avvertito di una forzata improvvisa partenza: le nozze debbono svolgersi seduta stante. Adina acconsente e Nemorino cerca disperatamente il dottore.



Atto II

I compaesani preparano un banchetto per festeggiare i giovani promessi sposi, ma Adina, interessata in realtà a Nemorino, sembra non avere più tanta fretta. Il giovane innamorato vorrebbe potenziare l’effetto della pozione ma non ha denaro. Decide così di arruolarsi ricevendo una cospicua somma di denaro che spende in una dose massiccia di Elisir. Frattanto lo zio di Nemorino, malato gravemente, muore lasciandolo erede di una fortuna. Giannetta e le ragazze del villaggio, venute a sapere la notizia, aspirando di convolare a nozze col neomilionario, corteggiano il giovane. Nemorino e lo stesso dottore, attribuiscono il merito di tante attenzioni all’Elisir. Adina, ignara dell’eredità, viene a sapere da Dulcamara che il giovane si è arruolato pur di acquistare il filtro per conquistarla: si commuove a tal punto che confessa a Nemorino di amarlo. Restituisce il denaro al sergente ed i giovani annunciano il loro fidanzamento. Belcore accetta filosoficamente il fatto compiuto, mentre il dottor Dulcamara, inneggiato dai popolani, decanta le virtù dell’Elisir, a suo avviso, meritevole della felice conclusione degli eventi.



Alcune arie più famose dell'Opera Eisir d'Amore


Joan Pons in Belcore - "Come paride Vezzoso"




Rolando Villazòn in Nemorino - "Quanto è bella, quanto è cara"




Francesca Sassu in Adina - "Della crudele Isotta"






Juan Diego Florez in Nemorino - "Una furtiva lagrima"







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