domenica 8 febbraio 2015

Scala in subbuglio per il primo maggio, Renzi: "Pronti a intervenire"


Coristi e orchestrali: "Noi ci siamo, fateci suonare"

La questione è ancora aperta, lo spettacolo alla Scala per il primo maggio a cavallo dell’inaugurazione di –EXPO MILANO -  resta in discussione.
I sindacati sono da tempo divisi: da una parte Cisl, Uil e la Cgil nazionale, propensi al motto secondo cui "l'eccezione conferma la regola" e al richiamo alla responsabilità di fronte al mondo intero.
Dall'altra i sindacalisti interni della Cgil e Cub, che di lavorare il primo maggio “non vogliono sentirne parlare".
Il presidente del consiglio Matteo Renzi, dal palco dell'Hangar Bicocca, ha lanciato una "bomba", affermando che il governo potrebbe anche arrivare a precettare i dipendenti della Scala affinché lo spettacolo si faccia. Per la precisione non ha usato il verbo "precettare", ma ha affermato che il governo "è pronto anche a misure normative per evitare una figuraccia internazionale che sarebbe incomprensibile per chiunque". Possibile, per esempio, una dichiarazione di pubblico interesse per il teatro scaligero, almeno per il giorno d'apertura di Expo.
Di fatto sta al singolo lavoratore scegliere cosa fare quel giorno.
La Scala ha chiesto la disponibilità di tutti, dando il termine del 31 gennaio, ma non ha ancora diffuso i dati delle adesioni. Se però i musicisti e il coro hanno aderito in massa, non così i tecnici, altrettanto necessari per la riuscita di uno spettacolo. La Turandot senza elettricisti e addetti alla scenografia non può essere rappresentata.

Nessun commento:

Posta un commento