giovedì 5 marzo 2015

Max Jota - Tosca


ENG
OPERA BRITANNIA

“On the second evening, one was on a completely different planet with the performance of Max Jota, a Brazilian tenor I had already had the pleasure to review as the lead in Les contes d’Hoffmann just a few months ago on the same stage.  Jota possesses a luxurious lyric tenor with a liquid, springy timbre, his high notes characterized by a meaty, juicy resonance, exuberant freedom and tonal refulgence.  This is the consequence of a voice perfectly in the mask, a homogeneous delivery with an excellent understanding of how the passaggio works: he starts to prepare it by slightly covering the notes immediately preceding it, which yields a top gifted with all the above described qualities.  In “Recondita armonia”,he managed to convey sensuality by a skilled game of tastefulritardandos on phrases such as “E te, beltade ignota”, using even the normally neglected acciaccaturas  (“cinta di chiome bionde) to that purpose, the concluding B flat was full of squillo and the aria ended with an enchanting  – and long – diminuendo on the F natural of “sei tu”, an expression mark that Puccini indicates for the orchestra.  And this aria summarizes his vision of Cavaradossi: an aristocrat, a gentleman with courteous manners caught in a game much bigger than himself, something he shows at the fullest in his Act I duet with Tosca, in moments like “Mia vita amante inquieta…”, which he began with a dulcet whisper and then steadily increased the volume as written in the score.  He is rhythmically alert, never losing a beat  (the evening before, Profeta had seriously compromised his Act II confrontation with Scarpia by always entering late).  The highlight of the evening was perhaps “E lucevan le stelle”, where he communicated true lacerating nostalgia without sobs or any sort of histrionics such as the unwritten stressing of “flagrante”. “O dolci baci”, was not the usual display of a tenor trying to show he can sing piano on a crucial note like the F#, but a real disclosure of regrets and pain of the soul.  “E muoio disperato” was sung slightly dallying on each note so as to express the required stentato un poco, the A natural was perfectly nailed and the aria concluded with a skilled diminuendo that left the audience almost breathless.  Then the ovation exploded, the real true applause of the two evenings combined, with people repeatedly asking for an encore that unfortunately the conductor decided not to grant.
On top of this, Jota, despite being at the beginning of his career, moves effortlessly on stage as a natural born actor, responsive to the words and gestures of his colleagues, and with the facial expressions of the most consummate Thespians, without ever overdoing it; his being attractive certainly does not hurt. 
All in all, he has charisma to sell and a sympathetic personality.  I will go out on a limb and say he is one of the very few complete Marios I have seen (and this was my 77th Tosca), with all the right credentials to become an “A Class” tenor in the near future, especially considering that he is only 28 years old: “ecco un artista!”
If only Jota had been placed in the first cast, he would have been the crucial contribution to a performance that would not have been out of place in any major opera house."
Nicola Lischi ( OPERA BRITANNIA, May 2014 )

E lucevan le stelle - Mario Cavaradossi - Tosca
 

ITA
OPERA BRITANNIA
 "Alla seconda serata si era su un pianeta completamente diverso con la prestazione di Max Jota, un tenore che avevo già avuto il piacere di recensire come protagonista de “Les contes d’Hoffmann” alcuni mesi fa sullo stesso palcoscenico. Jota possiede una voce tenorile lussureggiante con un timbro liquido, fresco, con un registro acuto caratterizzato da una risonanza corposa e piena di linfa, una libertà espressiva e splendore tonale. Tutto ciò è conseguenza di una voce immascheratissima, un’emissione omogenea con una comprensione totale di come funzioni il passaggio: inizia a prepararlo coprendo leggermente le note immediatamente precedenti, il che dà come risultato un registro acuto dotato di tutte le qualità appena descritte. In Recondita armonia è riuscito a trasmettere sensualità con un abile gioco di ritardandi su frasi quali “e te beltade ignota”, usando persino le normalmente ignorare acciaccature (cinta di chiome bionde) a quello scopo, il Si bemolle conclusivo era pieno di squillo e l’aria è terminata con un un incantevole – e lungo –diminuendo sul Fa naturale, un segno d’espressione che Puccini indica per l’orchestra. E quest’aria riassumeva il suo concetto di Cavaradossi: un aristocratico, un gentiluomo con fare cortese intrappolato in un gioco molto più grande di lui, cosa che esprime al massimo nel duetto del primo atto con Tosca, in momenti come “Mia vita amante inquieta”, che ha iniziato con un quasi sussurrato dolcissimo e poi ha aumentato di volume come scritto nella partitura. Ha un grande senso del ritmo, non perdendo mai una nota (la sera prima Profeta aveva compromesso seriamente il suo confronto con Scarpia nel secondo atto entrando sempre un po’ in ritardo).
Il culmine della serata è stato forse “ E lucevan le stelle” in cui ha comunicato una vera nostalgia lacerante senza singhiozzi o trucchetti come il premere su “fragrante” che non è scritto. “O dolci baci” non era il solito sfoggio di un tenore che cerca di far vedere che sa cantar piano su una nota cruciale come il Fa diesis, ma una vera comunicazione di rimpianti e dolore dell’anima. In “E muoio disperato” si è leggermente fermato su ogni nota per esprimere il stentato un poco richiesto dal compositore, il La naturale era perfettamente emesso, e l’aria si è conclusa con un abile diminuendo che ha lasciato il pubblico quasi a bocca aperta. Poi è esplosa l’ovazione, con il pubblico che chiedeva a lungo un bis che purtroppo il direttore non ha concesso. Per di più Jota, nonostante sia all’inizio di carriera, so muove con naturalezza sul palcoscenico come un attore nato, risponde alle parole e gesti dei suoi colleghi, e con l’espressioni facciali dell’attore più esperto, senza strafare. Ha carisma da vendere e una personalità avvincente. Mi sbilancio e dico che è uno dei migliori Mario che abbia visto (e questa era la mia 77esima Tosca, con tutte le giuste credenziali per diventare un tenore “di serie A” nel prossimo futturo, specialmente considerando che ha solo 28 anni: ecco un artista!
Se solo Jota fosse stato messo nel primo cast, avrebbe dato un contributo fondamentale a una recita che non sarebbe stata fuori luogo in qualsiasi teatro internazionale."
 Nicola Lischi ( OPERA BRITANNIA, Marzo 2014 )

Recondita Armonia - Mario Cavaradossi - Tosca
Max Jota ténor - http://www.maxjota.com/

Fonte: Opera Britannia