martedì 7 luglio 2015

"Vogliamo un futuro migliore per l'Opera Lirica in Italia"

In un pianeta diverso sarebbe sicuramente più semplice rappresentare l'opera lirica, magari sulla Luna o su Marte c'è molto più spazio e spirito di "fare", di "creare" e "sostenere" una risorsa artistica così importante.
Ai tempi d'oggi forse ci stiamo accontentando anche troppo delle poche recite messe in scena e sparse in italia.


E questo problema lo notano ovviamente molto di più gli addetti ai lavori, come ad esempio i cantanti lirici, i musicisti e gli organizzatori, coloro i quali, definiscono la situazione italiana molto difficile; i teatri che non pagano, i fondi che finiscono troppo in fretta per via degli sprechi, le associazioni e fondazioni che non seguono una linea  politica - uguale - per creare e diffondere l'arte, in questo caso l'opera lirica.

Molti artisti emigrano anche oltre oceano per continuare a cantare o suonare, promuovendo l'opera lirica italiana nel mondo, ma con malinconia per la situazione Italiana dei teatri.
Molte sono le cause e le colpe di questa situazione per l'opera, una tra queste è anche la crisi Italiana che ha limitato i consumi e quindi anche l'acquisto dei biglietti dei teatri.

La differenza che c'è tra gli Stati esteri e l'Italia è enorme - anche per quanto riguarda la fiscalità - in quanto il pubblico ospite in teatro ad esempio, acquistando il biglietto, scarica dalle tasse come se fosse un servizio alla persona.
Perché non farlo anche in Italia? No comment!!!

Il teatro nutre il corpo e la mente, l'opera lirica invece nutre il cuore di tutti noi - e per queste ragioni - dovremmo essere incentivati ad andare a teatro a vedere una rappresentazione d'opera lirica. Ma tralasciamo per un attimo questo discorso, anche perché oramai è robaccia di tutti i giorni e non solo per questo settore.

Negli anni abbiamo visto anche rappresentare l'opera lirica, con scenografie megagalattiche da centinaia di migliaia di euro, investendo cosi sulla qualità - per modo di dire - e non sulla quantità delle recite che si potevano realmente mettere in cartellone e forse questo, è un altro degli errori che non dovrebbe ripetersi, perché non ha senso investire soldi ed energie per poche recite e quindi poca lirica. 

Anche i compensi per gli artisti - o meglio - solo per alcuni "Big del momento", sono stati troppo eccessivi, favorendo e incentivando solo una parte degli artisti senza preoccuparsi anche lì, di tutti gli addetti ai lavori e del futuro dell'opera lirica in Italia. Ecco che in seguito vediamo chiudere i teatri per i bilanci in rosso o dei licenziamenti degli orchestrali e coristi, chissà come mai....

Non parliamo poi dei fondi assegnati alle fondazioni; ma secondo voi c'è una buona equità nel distribuire i fondi destinati al patrimonio artistico, culturale e teatrale? Lascio a voi la risposta...
Da quello che abbiamo capito oramai la questione è molto complessa, ma - il governo - e le organizzazioni liriche devono prendersi la responsabilità di sostenere la lirica e il teatro in generale in una maniera adeguata e più garante nei confronti di tutti noi, evitando anche gli errori del passato.

Altrimenti vedremo i teatri che chiuderanno i battenti, i cartelloni sempre più vuoti e le stagioni liriche prodotte, allestite e messe in scena solo all'estero.
Se oggi la situazione sarebbe migliore, sicuramente  riusciremmo ad inserire nelle stagioni liriche italiane molti più addetti ai lavori e talenti nascosti, ma ciò accadrebbe solo con una politica diversa - più giusta ed equa - creando così maggior occupazione, sfruttando al meglio le nostre risorse umane.

Abbiamo bisogno di una nuova ricetta che governa l'opera in generale.
I teatri, le Fondazioni e i fondi pubblici bisogna gestirli al meglio - evitando gli errori del passato - costruendo così un futuro migliore per le nuove generazioni nella lirica.


W la lirica e i suoi addetti ai lavori!!!!


Francesco Fornarelli





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