sabato 23 gennaio 2016

IL BARBIERE DI SIVIGLIA IN STREAMOPERA

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

Il Conte d’Almaviva: Matteo Mezzaro, Tenore
Don Bartolo: Romano Franceschetto, Baritono
Rosina: Paola Cacciatori, Mezzosoprano
Figaro: Carlo Maria Cantoni, Baritono
Don Basilio: Luca Gallo, Basso
Berta: Francesca Salvatorelli, soprano
Fiorello: Eugenio Degiacomi, Basso

Orchestra “Cantieri d’arte”
Diretta dal M° Lorenzo Bizzarri
Coro Lirico “Aurea Parma”
Corpo di ballo: Coreutika Danza
Chitarra: Davide Prina

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Parma OperArt, nel suggestivo scenario dei giardini storici della Reggia di Colorno, ha allestito nel luglio 2014 l’opera di Gioachino Rossini “Il Barbiere di Siviglia”, una delle opere meglio riuscite e più rappresentate in tutti i teatri del mondo per la grande fruibilità da parte della maggior parte del pubblico, e non solo per gli amanti del melodramma.
L’Opera è rappresentata integralmente in questa esclusiva produzione firmata Parma Operart, con coro, orchestra e danzatori, in scena un cast di livello qualitativo straordinario con i migliori interpreti lirici del panorama nazionale.

A vestire i panni di Figaro un grande professionista del palcoscenico: Carlo Morini, esperto nel ruolo di Figaro. Al suo fianco troviamo anche un’altra importante presenza, quella di Don Bartolo interpretato dal M° Romano Franceschetto, ultra-veterano dei palcoscenici più prestigiosi italiani ed esteri, che ha calcato vestendo proprio i panni di questo personaggio. Benché il suo repertorio sia assai vasto, spaziando dal '700 ad opere contemporanee in prima esecuzione, Franceschetto si è specializzato nei principali ruoli di "buffo" del 18° e 19° secolo interpretandoli nei principali teatri italiani e stranieri, lavorando con Dario Fo nel “Barbiere di Siviglia” al Teatro Petruzzelli di Bari, ed interpretando il medesimo ruolo al Teatro Regio di Parma e in altri teatri sotto la direzione di importanti direttori d’orchestra e registi.
Bella, solare e accattivante la nostra Rosina: il ruolo della “donna contesa” da Don Bartolo e il Conte di Almaviva è interpretato dal mezzosoprano Paola Cacciatori che si distingue per l’ottima prestazione vocale e la spigliata verve scenica. Vive a Roma e si sta affermando con grinta e successo nel panorama lirico nazionale.
Il ruolo del Conte d’Almaviva è interpretato dal tenore Matteo Mezzaro, giovane artista promettente che ha già calcato palcoscenici importanti come quello del Teatro Regio di Parma nel 2014 nel ruolo di Gherardo in “Gianni Schicchi” di Puccini, nel 2015 in due produzioni: “Otello” e “Il Corsaro”. In questa produzione Matteo Mezzaro ha debuttato il ruolo del Conte d’Almaviva.
Don Basilio è interpretato dal basso Luca Gallo, che ha interpretato il ruolo innumerevoli volte, artista con splendida carriera: ha lavorato con direttori d’orchestra come Donato Renzetti o Peter Maag, e con colleghi come la Freni, Devia, Ghiaurov, Bruson e Bocelli.
Berta, ruolo comprimario ma importante, sarà interpretata dal soprano Francesca Salvatorelli, giovane soprano ma già esperta in questo buffo personaggio, voce interessante ed efficace la sua interpretazione della famosa e divertente “aria di Berta”.
Fiorello sarà interpretato dal giovane basso Eugenio Maria Degiacomi.

L’orchestra “Cantieri d’Arte” è diretta dal M° Lorenzo Bizzarri così come il coro “Lirico Aurea Parma”.
Accompagnamento in scena con la chitarra: il giovane Davide Prina.



NOTE DI REGIA
La regia si è avvalsa di un impianto scenico assolutamente essenziale dove giocano un ruolo importante alcune piccole danzatrici e danzatori di Coreutika Danza di Bologna.
I piccoli danzatori simboleggiano nella prima parte dei piccoli “cupido” pronti a scoccare le loro frecce coinvolgendo i due protagonisti: Rosina e il conte d’Almaviva.
Ma simboleggiano anche la mente di Figaro: vulcanica, piena di idee e soluzioni stravaganti tese a favorire i due innamorati e a farla in barba a Don Bartolo.  Quindi come tanti folletti intervengono sul palco ora in una situazione ora nell’altra con graziose trovate coreografiche che hanno riscontrato grande successo da parte del pubblico che ha molto apprezzato questa soluzione registica di Eddy Lovaglio.
Tra le diverse recensioni citiamo questa che è rappresentativa:

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