giovedì 26 febbraio 2015

Le grandi donne della lirica, il 1 marzo Mirela Cisman chiude la Stagione del Valle


Mirela Cisman al Teatro Valle di Chiaravalle, 1 marzo 2015
Terzo ed ultimo appuntamento con l’opera lirica, in programma domenica 1 marzo, ore 17:00, al Teatro Valle di Chiaravalle in cui il soprano Mirela Cisman presenterà “Le grandi donne della lirica”, un ex-cursus su tutti i ruoli femminili più intriganti, forti e indipendenti scritti nelle opere di grandi compositori come Puccini, Verdi Mozart o Bizet, solo per citarne alcuni.


“Cercherò di mostrare sul palco” ha detto la Cisman “con quali sfumature la figura femminile è stata dipinta negli anni dai vari compositori, fino ad arrivare a quella che per me è il simbolo delle donne nella lirica, cioè la Tosca, che ha saputo superare il ruolo a cui la società l’aveva relegata a causa del suo essere donna, elevandosi anche al di sopra di un uomo, suo antagonista principale.”

La voce della Cisman sarà affiancata da molti altri interpreti quali la collega soprano Giacinta Nicotra, il mezzosoprano Rachele Raggiotti, il baritono Gianpiero Ruggieri e il tenore Alessandro Moccia. Tutti verranno accompagnati dal pianoforte di Meri Piersanti e da Paride Battistoni, Marco Bartolini e Colombo Silviotti agli archi. Presenta l’evento Alberto Piastrellini.

Come per tutta la stagione Sinfonica e Lirica saranno applicati forti sconti sul prezzo del biglietto (normalmente di 18€) per tutti gli over 65, iscritti a Consulta comunale dei giovani di Chiaravalle, scuola Ars Musica e Eps, Banda musicale di Chiaravalle e Corale polifonica Santa Maria in Castagnola (15€). Gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado pagheranno invece solo 5€.

Info e prenotazioni:
Teatro Valle – Lunedì, mercoledì e venerdì ore 10:00-12:00 o a partire dalle 15:30 del giorno dello spettacolo (tel. 0717451020)
Fondazione Chiaravalle Montessori – tel. 0719727343-344, e-mail info@mariamontessori.it

Fonte: AnconaToday

mercoledì 25 febbraio 2015

Opera 2014 outstandings

British magazine Opera Britannia began its 2015 reviews by looking back at what happened  in world opera in 2014. The article published on January 1st, among others awards, focused its attention on the best male performer for the past year and the tenor Max Jota as the only singer in Italy has been  awarded in good company with artists such as Kaufmann, Netrebko, Pappano, Calleja and Terfel. Another important reward for this artist that as we recently reported is a " tenor to closely follow"!
Best male performance

Sebastian Petit: Jonas Kaufmann as Werther, Des Grieux and the Young Man in Winterreise (yes, I know this is cheating but his ROH performance of Schubert’s shattering Journey Cycle contained more drama than many operatic portrayals)

Stephen Jay-Taylor: Vittorio Grigolo for Rodolfo and Nemorino at the ROH, continuing his ascent to Pavarotti-dom, whose sound he increasingly reminds me of, as well as his habit of bouncing off the Italian words: though happily not his appearance

Nicola Lischi: Tenor Max Jota in the title role of Les contes d’Hoffmann at the Teatro Verdi, Pisa. Jota’s easy, attractive, evenly produced tenor dominated the role’s difficult tessitura with an iron-clad technique, while displaying every aspect of this multi-facted character.

Steve Silverman: David Butt Philip‘s gloriously-sung Rodolfo in the aforementioned ENO La bohème was a revelation. A beautiful, free-flowing tenor voice that is surely on the way to stardom.

Faye Courtney: Stuart Skelton‘s very moving Otello at ENO; an astonishing performance which remained undiminished by the drab and dreary production.
Fonte: Opera Britannia
http://www.maxjota.com


martedì 24 febbraio 2015

Presentata la III edizione del Belcanto Festival “Vincenzo Pucitta”

Tarquinia, 24/02/2015 (fonte: informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura)
Si è svolta questa mattina, 23 febbraio, presso la sede della Fondazione Cariciv, la conferenza stampa di presentazione della III edizione del Belcanto Festival "Vincenzo Pucitta", che si svolgerà tra Civitavecchia e Tarquinia dal 27 febbraio al 1° marzo, proponendo un ricco calendario di eventi tra musica, ricerca e didattica.


 All’incontro, presieduto dall’avv. Vincenzo Cacciaglia, sono intervenuti numerosi giornalisti. Presenti gli assessori alla cultura dei Comuni di Tarquinia e Civitavecchia, Sandro Celli e Vincenzo D’Antò; i membri del comitato scientifico del Centro Ricerche storico-musicali “Vincenzo Pucitta” di Civitavecchia Carlo De Paolis e Dario Feoli; il presidente dell’Accademia Tarquinia Musica Roberta Ranucci con il direttore artistico Giovanni Lorenzo Cardia; i presidenti della S.T.A.S. (Società Tarquiniense di Arte e Storia) Alessandra Sileoni e della Società Storica Civitavecchiese Enrico Ciancarini. Ad aprire la conferenza, il direttore artistico e musicologico del Festival, Annamaria Bonsante: «Ringrazio la Fondazione Cariciv, nella figura dell’avv. Cacciaglia: solo grazie alla Fondazione è stato possibile progettare sin dal principio la manifestazione. Il Festival cresce oggi sempre di più anche grazie al coinvolgimento di importanti realtà istituzionali e associative di Civitavecchia e Tarquinia. La produzione e l’organizzazione, affidate al Centro Ricerche storico-musicali “Vincenzo Pucitta” e all’Accademia Tarquinia Musica, assicureranno in questi giorni un’offerta di qualità, con grandi artisti e studiosi, rafforzando sempre di più a livello territoriale e nazionale le iniziative già intraprese per il recupero organico e rigoroso dell’operista e del linguaggio melodrammaturgico del suo tempo». L’assessore Celli ha ringraziato la Fondazione Cariciv e ha sottolineato come «la manifestazione possa diventare un volano di promozione culturale e turistica non solo per Tarquinia e Civitavecchia, ma per l’intero Alto Lazio, facendo rete con tutte le realtà istituzionali e associative del territorio».
«L’Accademia Tarquinia Musica ha accolto con entusiasmo la proposta della prof.ssa Bonsante, - ha detto il presidente Ranucci - perché il festival è un progetto di altissimo profilo e costituisce un’opportunità di crescita culturale per i nostri giovani musicisti». Per l’assessore D’Antò «il festival contribuisce a far conoscere un artista di Civitavecchia che ha dato molto alla musica e rappresenta un evento dal grande spessore culturale, grazie al lavoro e alla passione degli organizzatori e alla collaborazione che si è instaurata tra istituzioni, in primis la Fondazione Cariciv, e le associazioni». «La Fondazione investe sempre sulla musica nel territorio di propria competenza: - ha affermato l’avv. Cacciaglia - per esempio, ha riportato dal 2002 in città l’opera lirica, assente da molti anni. Fin dai suoi esordi, la Fondazione ha creduto nel progetto del Belcanto Festival “Vincenzo Pucitta” e oggi mi preme sottolineare l’importanza della sinergia che si è creata tra le realtà istituzionali e associative di Civitavecchia e Tarquinia per realizzare la rassegna. Una strada da percorrere, se si vuole fare cultura culturale e sviluppare il turismo». Dopo l’intervento dello storico Carlo De Paolis, che ha sottolineato le nobili origini viterbesi di Pucitta e la necessità di studiare altri eccellenti artisti come i fratelli Vignanelli (tema che sarà da lui trattato nella conferenza inaugurale del festival), parole di soddisfazione sono state espresse, dai presidenti della STAS di Tarquinia Alessandra Sileoni e della Società Storica Civitavecchiese Enrico Ciancarini. Proprio con un tributo al decennale della Società Storica Civitavecchiese prenderà il via il Festival il 27 febbraio. La III edizione del Belcanto Festival "Vincenzo Pucitta” è finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Organizzazione e produzione: Centro ricerche storico-musicali "Vincenzo Pucitta" e Accademia Tarquinia Musica. Collaborazione e patrocini: Città di Civitavecchia (sindaco Antonio Cozzolino, assessore a commercio, turismo, cultura Vincenzo D'Antò); Città di Tarquinia (sindaco Mauro Mazzola, assessore a pubblica istruzione, turismo, spettacolo e sport Sandro Celli); Società Tarquiniense di Arte e Storia, Società Storica Civitavecchiese; Associazione artistico-culturale tarquiniese La Lestra. Partner: Eusepi Hotels. Direzione artistica e musicologica: Annamaria Bonsante. L’ingresso agli eventi è libero, fino a esaurimento dei posti. Per conoscere il programma è possibile visitare il sito www.accademiatarquiniamusica.it o la pagina facebook “Accademia Tarquinia Musica”.

lunedì 23 febbraio 2015

Cantanti lirici in lacrime per la lirica che non paga più


Lancia l’allarme l’Ariacs, l’Associazione dei rappresentanti italiani di artisti di concerti e spettacoli.  Al 31 ottobre dello scorso anno il credito degli artisti da noi rappresentati ammontava a 2 milioni 518 mila e 600 euro.  Ma la cifra può essere moltiplicata per quattro considerando che nei nostri teatri non operiamo solo noi agenti italiani, ma anche importanti agenzie straniere e alcuni rappresentanti che non aderiscono alla nostra associazione» dice il presidente dell’Ariacs, Giuseppe Oldani.


Una situazione che si protrae da anni, lacrime che continuano a cadere e i cantanti non resistono a questa condizione. I teatri non negano additando i mancati pagamenti ai ritardi con i quali gli enti locali e lo Stato versano i contributi alle fondazioni liriche. Ma non solo. «Un anno fa eravamo sull’orlo del fallimento poi la legge Bray e la presentazione del nostro piano industriale approvato dalla Corte dei conti a ottobre 2014 hanno fatto sì che gli aiuti erogati in cambio della promessa di bilanci in pareggio entro tre anni dessero ossigeno alle nostre casse» fanno sapere dal Maggio musicale fiorentino, fondazione che, avendo chiesto di accedere agli aiuti governativi, ha l’obbligo del pareggio di bilancio entro il 2016.
A Firenze (così come nelle altre quattro fondazioni il cui piano industriale è stato approvato dalla Corte dei conti, ovvero Verdi di Trieste, Comunale di Bologna, Opera di Roma e San Carlo di Napoli) i soldi sono arrivati e si sta cercando di onorare i debiti pregressi. «Il Maggio musicale ha ritardi di nove mesi per il 2014 e per quel che riguarda i mancati pagamenti del 2013 ha dato mandato ad una società esterna di rinegoziare i debiti» spiega Oldani, tracciando una mappa dei teatri italiani.
Un tempo l’artista veniva pagato il giorno successivo alla recita. Poi si è concordato di saldare a fine produzione. Col tempo si è deciso che i pagamenti venissero effettuati a trenta o a sessanta giorni dalla fine delle recite. «Tutte clausole inserite nei contratti, ma che negli ultimi tempi molti teatri hanno disatteso». Un disagio per gli artisti che devono sostenere le spese per vitto e alloggio durante il periodo delle prove e delle recite senza avere la certezza di quando percepiranno il loro compenso. «I cantanti, poi, emettono anche fatture sulle quali pagano l’Iva. E i loro mancati pagamenti ricadono poi su noi agenti che tardiamo nel percepire il nostro 10% sugli ingaggi. Anche se molti artisti anticipano il nostro onorario» conclude Oldani che comprende anche le «ragioni dei teatri».
Fonte: Avvenire

domenica 22 febbraio 2015

Lutto nel teatro, è morto Luca Ronconi




Il regista Luca Ronconi è morto ieri sera al Policlinico di Milano dove era ricoverato da alcuni giorni. Nato l'8 marzo 1933 avrebbe compiuto fra pochi giorni 82 anni.
Nato in Tunisia nel 1933, si diploma al corso di recitazione dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica di Roma nel 1953. Muore a Milano, dove ancora a 82 anni con il consueto piglio rivoluzionario dirigeva il Piccolo Teatro.
E' morto Luca Ronconi, innovatore del Teatro amato in tutto il mondo
Attore, ma soprattutto regista poliedrico e innovatore, è stato una delle anime del Teatro italiano più famose nel mondo, fino ai palcoscenici dell'opera lirica e al cinema. A quanto si apprende la morte potrebbe essere stata causata da un virus che il maestro avrebbe contratto di recente e che avrebbe complicato la sua situazione di salute, già compromessa dalla dialisi.
Come regista lirico, ha curato l'allestimento di moltissime opere, soprattutto classici italiani (Monteverdi, Bellini, Rossini - Ronconi ha partecipato più volte al Rossini Opera Festival di Pesaro - Verdi e Puccini) e stranieri contemporanei (per esempio Il caso Makropulos di Janacek e Turn of the Screw di Britten).

Ha ricevuto lauree honoris causa dalle università di Bologna (1999), Perugia (2003), Urbino (2006, in occasione dei festeggiamenti dei 500 anni dell'Università) eUniversità IUAV di Venezia (2012).

mercoledì 18 febbraio 2015

Il pianoforte di Verdi è stato restaurato: a settembre in concerto


Ricordate l'antico e storico pianoforte di Giuseppe Verdi? Il pianoforte che il grande compositore di Busseto suono' nel 1857 per l'inaugurazione del teatro "A.Galli" di Rimini e' stato restaurato dal Laboratorio di restauro dell'Accademia dei Musici e Museo del pianoforte storico del suono di Fabriano (sodalizio di cui e' presidente onorario Riccardo Muti). 


L'Accademia marchigiana, nel pomeriggio di oggi, al Complesso monumentale di San Benedetto, presentera' in esclusiva internazionale il lavoro realizzato, nell'ambito di un evento promosso con il Comune fabrianese e la Regione Marche. L'antico pianoforte di Verdi sara' protagonista nel settembre prossimo del concerto "Per una nota di Verdi", in scena a Rimini in occasione della Sagra Musicale malatestiana con "L'Aroldo", la stessa Opera con il quale il teatro romagnolo venne inaugurato nel 1857.(AGI) .

Fonte Agi.it

martedì 17 febbraio 2015

Audizione Lirica - Opera - " Traviata "


Associazione Musicale “Europa InCanto”
presso il Teatro Argentina di Roma, in Largo Argentina n.52
dal 11 Marzo 2015 al 12 Marzo 2015
indice
audizioni di canto lirico finalizzate alla messa in scena dell’opera “LA TRAVIATA” di G. Verdi che sarà realizzata in forma ridotta con accompagnamento al pianoforte, nei mesi di Aprile - Maggio 2015 presso il Teatro Argentina di Roma e il Teatro Comunale “Mario del Monaco” di Treviso. Tale messa in scena rappresenta la fase finale del progetto didattico musicale Scuola InCanto, ideato per la diffusione dell’opera lirica tra i più giovani e rivolto agli studenti delle scuole dell’obbligo.


Si prenderanno in esame le vocalità per i ruoli di:
• Violetta Valéry (soprano)
• Flora Bervoix, (mezzosoprano)
• Alfredo Germont (tenore)
• Giorgio Germont, (baritono)
• Gastone, (tenore)
• Il barone Douphol (baritono)
• ll marchese d’Obigny (basso)

La Commissione esaminatrice, presieduta dal M° Angelo Gabrielli, Manager aritistico e direttore dell’Agenzia “Stage Door Opera Management” e composta da altre personalità del settore artistico, valuterà i candidati in base alla loro preparazione vocale e scenica.

Informazioni

lunedì 16 febbraio 2015

“Turandot” di Puccini fa tappa al Cenacolo Francescano


Diego Cavazzin Tenore (Calaf)

LECCO - Sabato 28 febbraio, alle ore 21.00, al Cenacolo Francescano di Lecco, ultimo appuntamento con Lecco Lirica 2014/2015. In programma “Turandot” di Giacomo Puccini. Questo titolo, rimasto incompiuto per la morte del maestro, è sicuramente tra i più amati dal pubblico e la sua romanza più famosa “Nessun dorma” è conosciuta anche da coloro che non frequentano il mondo del melodramma.

Diego Cavazzin Tenore (Calaf)
Diego Cavazzin Tenore (Calaf)

L’opera, avrà come protagonista il soprano Daniela Stigliano mentre Diego Cavazzin, Angela Alesci e Massimiliano Catellani rivestiranno rispettivamente i ruoli di Calaf, Liù e Timur. Completeranno il cast, Andrea Bragiotto (Pang), Valerio Sgargi (Ping), Marco Ferrari (Pong) Roberto Natale (L’imperatore Altoum) e Walter Rubboli (Un Mandarino). L’Orchestra che farà magica l'esibizione musicale, è l'orchestra Sinfonica di Lecco e sarà diretta dal Maestro Paolo Volta - grande musicista -apprezzato dal pubblico lecchese che, nelle passate stagioni, lo ha applaudito in vari concerti e in produzioni di grande impegno quali “Le nozze di Figaro” di Mozart, “Il trovatore”, “Un ballo in maschera”, Simon Boccanergra di Verdi e Carmen di Bizet. Coro Simon Mayr di Bergamo diretto dall’esperto Salvo Sgrò. Il Balletto “Arte Danza Lecco” eseguirà le coreografie di Cristina Romano. Scene dei volontari del Cenacolo Francescano. Regia di Walter Rubboli. Per l’occasione, i responsabili del teatro prevedono il “tutto esaurito” e invitano, chi intendesse assistere allo spettacolo, a provvederei per tempo all’acquisto degli ultimi biglietti disponibili.

Per informazioni o prenotazioni - biglietti - telefonare allo 0341 372329

INGRESSO: Prima platea: € 24 – Galleria: € 20 – Seconda platea: € 15

LO SPERIMENTALE A RAVENNA: Teatro Lirico Sperimentale


SPERIMENTALE D’ESPORTAZIONE

SPOLETO – RAVENNA

TEATRO LIRICO SPERIMENTALE – TEATRO DELLE ALBE

Dopo il successo nella Stagione Lirica Sperimentale di Spoleto 2014

 L’OPERA – SPETTACOLO DI MARCO MARTINELLI

ED ERMANNA MONTANARI CON MUSICHE DI CRISTIAN CARRARA

IN SCENA A RAVENNA

“IL GIOCATORE”
DEBUTTA NELLA VERSIONE TEATRALE


 E’ con particolare soddisfazione annunciare che il Teatro delle Albe, dopo una serie di spettacoli di prova, presenta domani 14 febbraio in anteprima a Ravenna (http://www.teatrodellealbe.com/ita/spettacolo.php?id=88), nella versione teatrale, “Il Giocatore”, opera commissionata al drammaturgo Marco Martinelli e al compositore Cristian Carrara dal Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”. Andata in scena lo scorso settembre quale spettacolo inaugurale della 68ma Stagione Lirica Sperimentale, l’opera ha destato particolare interesse e apprezzamento, oltre che per la bravura degli interpreti, in particolar modo l’attore Alessandro Argnani, anche per il tema trattato: il gioco d’azzardo. Lo spettacolo è stato preceduto a Spoleto da “Azzardo di Stato”, un convegno nazionale sul fenomeno. Alessandro Argnani, intervistato per “Ravenna e dintorni”, così racconta la genesi dello spettacolo “dalla commissione di un testo da mettere in musica su temi dell’oggi chiesto al Teatro delle Albe. Nasce come opera lirica ed è stato presentato come dittico, Il giocatore, per l’appunto, e la Canzone del luogo comune. Come piace alle Albe e a Marco Martinelli nasce dalla ricognizione sul presente, sulle contraddizioni della società attuale. E rappresenta un teatro che ha bisogno di relazionarsi con un mondo, che vuole incontrarsi e “scontrarsi” col pubblico. Il tema del gioco d’azzardo è un tema attualissimo nelle nostre terre e nel nostro Paese. Abbiamo intrapreso così questo viaggio indagando sui luoghi e incontrato le persone legate a questo fenomeno del gioco. E abbiamo raccolto le storie di tante persone ipnotizzate e poi annientate dalle slot machine”.

Il giocatore è l’epilogo di una vita, quella di un contadino arricchito della Romagna, un uomo strettamente legato alla terra e della nuova generazione, ormai distaccato dai valori tradizionali e distrutto dal vizio del gioco. Si è giocato il trattore, poi la terra, ha mentito a parenti e amici e finge a se stesso, per ottenere i soldi che gli servono per continuare a giocare. Come desidera evidenziare Argnani “nel testo e nello spettacolo non c’è nessun giudizio morale sui giocatori. La deriva è personale ma la responsabilità è collettiva”.

Le musiche di Cristian Carrara sono state registrate a Spoleto il 14 settembre 2014, in occasione della produzione di Opera Nova 2014 del Teatro Lirico Sperimentale. Direttore: Flavio Emilio Scogna, Ensemble strumentale dell’O.T.Li.S. – Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale: Lorenzo Fabiani (violino), Alessandro Marini (violino), Andrea Pomeranz (Viola), Matteo Maria Zurletti (violoncello), Michela Ciavatti (clarinetto), Hushi Brunald (percussioni), Marco Attura (pianoforte).

L’opera nella versione definitiva sarà presentato in prima nazionale a Milano, Ex ospedale psichiatrico, il 30 ottobre 2015

Fonte: Ufficio Stampa

Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”

domenica 15 febbraio 2015

Il Volo e quel - grazie Italia - l’ultima polemica di Sanremo


Molte le polemiche, gli applausi non eccessivi alla fine di Sanremo 2015.
Il loro ringraziamento - eccessivo - per molti della rete.
 Dopo l’annuncio di “Conti” della vittoria del festival di Sanremo 2015, un grazie al manager per il suo ottimo lavoro, un grazie all’orchestra e subito dopo - Piero Barone-  il tenorino con gli occhiali rossi, molto  emozionato per aver vinto Sanremo, si lascia scappare un grazie di troppo. 


“Grazie Italia”, grida a squarciagola.  Anche - Gianluca Ginoble - strilla la stessa frase.  Forse quell’urlo non sembra proprio una cattiva idea. “Ignazio Boschetto” – l’altro del trio- in quel momento non si esprime, aveva già parlato prima dicendo «che il 50% dell’esibizione» è merito dell’orchestra. Questo per loro è un momento emozionante, irripetibile, quasi da sogno.  Ma incollati alla tv ci sono quasi dodici milioni di telespettatori. Arriva poi anche il triplo grazie di “Carlo Conti”, che chiude il carrozzone di quest’anno (l’edizione più vista delle ultime dieci). Ma quel “grazie Italia” continua a rimbalzare in tutta la Rete, che non apprezza per niente. 

I motivi che fanno di quel “grazie Italia”, una vera e propria critica sono: la mancanza di umiltà. Quel comportamento tipico delle star internazionali, che riempiono stadi, palazzetti e arene, per il web è fuori luogo. Quel “grazie Italia” è adatto a una Star internazionale che chiude un concerto a in un arena italiana dove – quasi mai – si esibisce.  Sarà quindi troppo forte quel “grazie Italia” per Il Volo?
 Dobbiamo ricordarci però, che “Il Volo”, formato dai tre ragazzi del Sud, nato nel programma - Ti lascio una canzone -  della “Clerici”, è diventato così famoso all’estero (o meglio negli Stati Uniti, ormai la loro patria artistica) da potersi permettere di duettare con Barbara Streisand in un tour di dodici concerti e di riempire davvero le arene dove si esibiscono.  Su Twitter la rete aggiunge: “ tornatevene in America”!


Secondo motivo: l’eccessivo “grazie”, rimane perché sono pur sempre dei ventenni. Pur se cantano il pop lirico, la lirica moderna, non possono presentarsi così vecchi dentro. Così dicono! Su Twitter nella notte “grazie Italia” diventa  - trending topic - e le battute si sprecano. Si va dal genere “ma grazie Italia cosa?! Prendete il volo e tornatevene in America” a “ridicolo quel grazie Italia, perché loro di dove sono?”. E ancora: “grazie Italia lo dici solo se sei Heather Parisi” o “grazie Italia, ritorno agli Anni 50”. Ma non è tutto. I tre, una volta lasciato il palco, ribadiscono il concetto anche in sala stampa . «Non ci aspettavamo la vittoria, davvero. Grazie a tutti gli italiani. Anche se le critiche non sono state clementi nei nostri confronti, il fatto che siamo qui significa che il popolo è dalla nostra parte», dicono fieri. Il popolo? Chi li sente quasi non ci crede. E invece il festival finisce davvero così. Il sipario cala. Non ci resta che il Volo.  
Fonte:La stampa

giovedì 12 febbraio 2015

Max Jota is a tenor to follow closely

ITA
OPERA BRITANNIA
La bellezza mozzafiato della città di Lucca e’ rinomata in tutto il mondo musicale come il luogo di nascita di uno dei compositori d'opera più amati, Giacomo Puccini. La sua immensa popolarità ha inevitabilmente oscurato un altro talentuoso ma sfortunato "lucchese", Alfredo Catalani. E’ quindi lodevole che una delle più importanti società musicali locali, il Circolo Musicale Alfredo Catalani abbia deciso di intitolarsi nel nome del compositore de La Wally, la sua unica opera ad essere di tanto in tanto rivisitata (e vorrei anche ricordare che il nome del locale Conservatorio di Musica è "Luigi Boccherini", un altro figlio illustre di Lucca).
Uno dei tanti eventi del Circolo Catalani (tenutosi nella splendida cornice medievale del Complesso Monumentale di San Micheletto a Lucca), è quello di assegnare la "Targa d'Argento Luciana Pardini", un premio annuale dedicato alla memoria della fondatrice della società, infaticabile promotrice delle arti. Tale premio, conferito a giovani musicisti (cantanti, direttori d'orchestra, strumentisti) alla vigilia di grandi carriere, è negli anni diventato un premio ambito ed un affidabile indicatore di un futuro sicuro; tra i vincitori delle passate edizioni nomi di cantanti come Francesco Meli, Veronica Simeoni, Paoletta Marrocu, Juan Francisco Gatell, così come il pianista e direttore d'orchestra Massimo Morelli ed il compositore Aldo Tarabella.
L'artista scelto per questa edizione ha tutti i requisiti per meritare tale riconoscimento e può certamente reggere il confronto con i suoi predecessori. Max Jota è un tenore brasiliano, di formazione italiana. L’ho già ascoltato e favorevolmente recensito in varie occasioni, in particolare come Cavaradossi in Tosca e soprattutto come protagonista di Les Contes D'Hoffmann.
Per quanto riguarda il suo strumento vocale, posso citare solo quello che ho scritto solo pochi mesi fa e descriverlo come "una voce tenorile lussureggiante con un timbro liquido, fresco, con un registro acuto caratterizzato da una risonanza corposa e piena di linfa, una libertà espressiva e splendore tonale” . Questo recital ha anche confermato la mia precedente impressione che il cantante e’ dotato di una buona comprensione di come lo strumento vocale dovrebbe funzionare, in altre parole dotato di quella che viene comunemente definita " una buona tecnica” . Posso solo ripetere che la sua voce suona perfettamente" in maschera" e che egli è uno dei pochissimi tenori in circolazione con un concetto chiaro del “passaggio”. Come ho detto nella mia recensione precedente, inizia a prepararlo coprendo leggermente le note che immediatamente lo precedono con il risultato di ottenere un acuto dotato di squillo.
Il programma del recital, brillantemente “servito” dal musicologo e intrattenitore Daniele Rubboli, e’ stato eclettico, insolito, intrigante e culturalmente stimolante: mentre solo tre delle “vecchie” tradizionali arie erano presenti, il resto conteneva vere rarità. Come il tenore ha spiegato sul palco (unico difetto del recital: non è una buona idea forzare un cantante a fare lunghi discorsi tra i diversi pezzi), ogni pezzo è stato in qualche modo collegato alla sua esperienza di vita. Partendo dal fatto che ha rappresentato il Brasile nella competizione "I Sing Beijing" e "I Sing Beijing Europa” (Programma per giovani cantanti dal Teatro Nazionale di Pechino in collaborazione con Metropolitan Opera House -New York), ha aperto con un'aria cinese chiamata "Il Canto della Terra", un pezzo impegnativo con intervalli impossibili che richiedono un forte senso dell’intonazione.
"Una furtiva lagrima" (da L'Elisir d'amore) è stato cantato con tutti i chiaroscuri necessari, bella messa di voce e pathos sincero. Egli ha poi mostrato la sicurezza e la facilità del suo registro acuto in "Ô Dieu, de Quelle Ivresse" da Les Contes d'Hoffmann, che sta diventando uno dei suoi cavalli di battaglia. Ha concluso la prima parte del recital con un omaggio alla sua patria cantando “Lundu” dall’opera Marquesa di Heitor Villa Lobos, eseguita con nonchalance nonostante le difficoltà del pezzo.
Era favolosamente accompagnato dalla pianista ed insegnante Laura Pasqualetti (Jota ha definito il suo pianoforte come un’orchestra e lui il marchio), che - come un intermezzo - ha eseguito la Suite Chaplin, un medley delle melodie più conosciute di Charlie Chaplin in commemorazione del 125 ° anniversario della nascita dell’artista.
Max Jota e’ poi tornato con un secondo omaggio al Brasile, questa volta con l'esecuzione di un'aria da Fosca di Carlos Gomes, un compositore ingiustamente dimenticato. Scritta su libretto di Ghislanzoni (quello famoso per Aida), Fosca è un’opera sanguigna che tratta di passioni estreme, nonché un'eccezionale occasione per quei soprani drammatici o spinti desiderosi di impersonare anti-eroine piene di odio e spirito di vendetta per un amore non corrisposto. Il ruolo maschile principale, Paolo, richiede notevoli mezzi vocali per un tenore, come l’aria "Ah! Se tu sei fra Gli Angeli "(e ancora di più il precedente recitativo" Intenditi con Dio! ") dimostrano chiaramente.
Jota ha affrontato il pezzo senza esitazione e con intensità. Dopo il quasi inevitabile "La donna è mobile" (Rigoletto) ed il suo squillante SI acuto, Jota ha eseguito un'aria da Giulietta e Romeo (sì, in questo ordine, perché gli italiani hanno tradizionalmente dato al protagonista l'onore della prima menzione) di Riccardo Zandonai. In quanto vincitore di un concorso intitolato a questo compositore, Jota si e’ sentito in dovere di estendere la conoscenza di quest’opera ad un pubblico piu’ vasto e bene ha fatto perche’ quest’opera e’ al medesimo livello di qualita’ della Francesca da Rimini e l’aria presentata, in par:colare, e’ il rendiconto estremamente drammatico e straziante della morte di Romeo. Il pezzo chiaramente non e’ terreno per tenori lirici puri, ma Jota, almeno nei confini di una piccola sala da concerto, è stato in grado di superare gli ostacoli di un'aria destinata ad un vero tenore spinto. Il programma si è concluso con "Addio, fiorito asil" da Madama Butterfly, eseguito non solo come occasione per sfoggiare un SI bemolle, ma per trasmettere palpabili sensi di rimorso. Questo è territorio di Puccini, ed il bis è stato "Recondita armonia" da Tosca.
Max Jota è un tenore da seguire da vicino.
 Nicola Lischi ( OPERA BRITANNIA, Settembre 2014 )
Valutazione (0-5 stelle) 5 stelle
ENG
The breathtakingly beautiful town of Lucca is renowned throughout the musical world as the birthplace of one of the most beloved opera composers, Giacomo Puccini. His immense popularity has inevitably overshadowed another talented but unlucky “lucchese”, Alfredo Catalani. It is therefore commendable that one of the most important local musical societies, the Circolo Musicale Alfredo Catalani decided to name itself after the composer of La Wally, his only opera to be occasionally revived (and I would also like to mention that the name of the local Conservatoire of Music is “Luigi Boccherini”, another illustrious son of Lucca).
One of the many events of the Circolo Catalani (held in the stunning mediaeval Complesso Monumentale di San Micheletto in Lucca), is to present the “Targa d’Argento Luciana Pardini”, an annual award dedicated to the memory of the founder of the society, an indefatigable patroness of the arts. Such an award, bestowed on young musicians (singers, conductors, instrumentalists) on the verge of big careers, has over the years become a coveted prize as a well as reliable indicator of a secure future; past winners include names such as singers Francesco Meli, Veronica Simeoni, Paoletta Marrocu, Juan Francisco Gatell, as well as pianist/conductor Massimo Morelli and composer Aldo Tarabella. The artist chosen for this edition had all the requirements to deserve such recognition and can certainly stand comparison with his predecessors. Max Jota is a Brazilian born tenor of Italian training. I have already heard and favourably reviewed him on a number of occasions, most notably as Cavadossi in Tosca and particularly as the protagonist of Les Contes d’Hoffmann. Regarding his vocal endowment, I can only quote what I wrote just a few months ago and describe him as “possessing a luxurious lyric tenor with a liquid, springy timbre, his high notes characterized by a meaty, juicy resonance, exuberant freedom and tonal refulgence.” This recital also confirmed my earlier impressions that he has a very good understanding of how the vocal mechanism should work: in other words, what is commonly called “a good technique”: I can only repeat that his voice sounds perfectly “in the mask”, and that he is one of the very few tenors around with a clear concept of the passaggio: as I said in my previous review, he starts to prepare it by slightly covering the notes immediately preceding it, which yields a top gifted with squillo.
The program of the recital, brilliantly “emceed” by musicologist/entertainer Daniele Rubboli, was eclectic, unusual, intriguing and culturally stimulating: while only three old chestnuts were present, the rest contained true rarities. As the tenor explained on stage (and that was the recital’s only flaw: it is not a good idea to force a singer to give lengthy speeches between arias), each piece was somehow connected to his life experience. As he represented Brazil in “I sing Beijing”, a program sponsored by the National Theatre of Beijing in collaboration with the Metropolitan Opera House, he opened with a Chinese aria called “The Song of the Earth”, a demanding piece with impossible intervals requiring a very strong sense of pitch. “Una furtiva lagrima” (from L’Elisir d’amore) was sung with all the necessary chiaroscuros, lovely messe di voce and sincere pathos. Then he showed the security and ease of his high register in “Ô Dieu, de quelle ivresse”, from Les Contes d’Hoffmann, which is becoming one of his war-horses. He concluded the first part with an homage to his motherland singing Lundú da Marquesa by Heitor Villa Lobos, performed with nonchalance despite the difficulties of the piece.
He was fabulously (Jota described her piano as an orchestra, and he was on the mark) accompanied by Laura Pasqualetti, a renowned pianist and coach, who – as an intermezzo – performed the Suite Chaplin, a medley of Charlie Chaplin’s most familiar melodies in commemoration of the artist’s 125th birth anniversary.
Max Jota returned with a second tribute to Brazil, this time performing an aria from Fosca, by Carlos Gomes, an unjustly forgotten composer. Written on a libretto by Ghislanzoni (he of Aida fame), Fosca is a full blooded opera dealing with extreme passions as well as an exceptional vehicle for those dramatic or spinto sopranos eager to portray anti-heroines full of hatred and the spirit of vengeance of unrequited love. The male leading role, Paolo, also makes considerable vocal demands on the tenor, as his aria “Ah! Se tu sei fra gli angeli” (and even more the preceding recitative “Intenditi con Dio!”) clearly demonstrates. Jota threw himself into the piece with fierceness and intensity. After the almost inescapable “La donna è mobile” (Rigoletto) and its ringing high B, Jota performed an aria from Giulietta e Romeo (yes, in this order, because Italians have traditionally given to the heroine the honour of first mention) by Riccardo Zandonai. As a winner of a competition named after the abovementioned composer, Jota felt it was his duty to increase the awareness of this opera to a wider audience, and rightly so, because the whole work is of the same quality as Francesca da Rimini, and this aria in particular is an extremely dramatic and heartbreaking account of Romeo’s death. This is clearly no land for full lyric tenors, but Jota, at least in the confines of a small concert hall, was able to overcome the hurdles of an aria intended for a true spinto. The program ended with “Addio, fiorito asil” from Madama Butterfly, presented not just as a way to show off a high B flat, but with palpable pangs of remorse. This is Puccini territory, and the encore was “Recondita armonia” from Tosca.
Max Jota is a tenor to follow closely.
Nicola Lischi ( OPERA BRITANNIA, September 2014 )
Evaluation (0-5 stars) 5 stars
MAX JOTA - LES CONTES D'HOFFMANN - J. Offenbach


martedì 10 febbraio 2015

Lirica: Maroni, entrerò io nel cda della Scala


Milano (AdnKronos fa sapere) - È il governatore lombardo Roberto Maroni il componente nominato dalla Regione Lombardia per il Consiglio di amministrazione della Scala. Lo ha confermato il governatore stesso, conversando con i giornalisti a margine dei lavori dell'evento 'L'Expo delle idee', in corso a Milano, all'Hangar Bicocca.
"Ne ho parlato con il sindaco di Milano - ha fatto sapere Maroni - e anche lui mi ha sollecitato in questa scelta. La Regione vuole essere presente con il suo massimo esponente, perché vogliamo cogliere tutte le occasioni per sostenere direttamente, più di quanto sia stato fatto fino a oggi, l'azione della Scala" ha spiegato Maroni, anticipando, fra le altre, l'idea di realizzare "una rappresentazione operistica all'aeroporto di Malpensa".


"Se sarà necessario trovare più risorse - ha continuato Maroni - ci impegneremo anche in questa direzione. In base ai progetti, troveremo anche i soldi per realizzarli. La Scala è un'eccellenza - ha concluso - la Lombardia è un'eccellenza: mettendole insieme, faremo stupire il mondo".

"Tempo di Lirica"

Venerdì 13 febbraio alle ore 10.30 presso la sala "Mandela" del Comune di Matera si terrà la presentazione della V^ edizione della stagione concertistica "Tempo di lirica e non solo...".
 Alla conferenza stampa parteciperanno il Sindaco Salvatore Adduce e il maestro Francesco Zingariello. L'evento è organizzato dall'associazione "La camerata delle arti" con la Music Stones Accademy. Lirica, tango, jazz e tanto altro per le cinque serata del cartellone musicale.
 Il Maestro Zingariello afferma: "Tempo di lirica ..e non solo", all'interno della titolazione della nostra stagione è già descritto il motivo per il quale ci siamo spinti a organizzare la quinta edizione di questa stagione concertistica. 

Lirica

La denominazione Tempo di lirica è per noi assolutamente esaustiva: è tempo in cui a questa città e a questa regione e questa gente venga offerta anche la possibilità di seguire e poter gioire dei capolavori del melodramma italiano. Purtroppo le risorse economiche di quest'anno non ci hanno permesso di poter programmare e organizzare una vera e propria stagione lirica, ma il canto, nelle sue diverse peculiarità, è il protagonista di questa edizione. Vuol essere per tanto un percorso che speriamo in tempi brevi porti alla realizzazione di una vera e propria stagione lirica nella città di Matera e nella Regione Basilicata che da troppo tempo manca.

La lirica al PimOff: la serva padrona in minimi termini


La serva padrona è un celebre intermezzo buffo di Giovan Battista Pergolesi.

Composta su libretto di Gennaro Antonio Federico, fu rappresenta la prima volta al Teatro San Bartolomeo di Napoli nel 1733. A questa rappresentazione è attribuita a tutti gli effetti l'inizio del nuovo genere dell'Opera Buffa.
L'opera racconta le vicende di Uberto, ricco e attempato signore che ha al suo servizio la giovane e furba Serpina che, con il suo carattere prepotente, approfitta della bontà del suo padrone. Uberto, per darle una lezione, le dice di voler prendere moglie: Serpina gli chiede di sposarla, ma lui, anche se è molto interessato, rifiuta. Per farlo ingelosire Serpina gli dice di aver trovato marito, un certo capitan Tempesta, che realtà è il servo Vespone che, travestito da soldato, chiede a Uberto una dote di 4000 scudi. Per non pagarli Uberto si sposa Serpina, la quale da serva diventa finalmente padrona. E da lì prende il nome di serva padrona.



Opera 17 è una associazione fondata da sei musicisti che, grazie al coinvolgimento di diverse professionalità in campo teatrale, hanno dato vita ad una compagnia lirico-teatrale che ha l'ambizione di "traghettare" l'opera lirica in spazi insoliti e sotto una forma capace di farla apprezzare anche a chi non è avvezzo a questo genere musicale. La cifra distintiva è la creazione di spettacoli originali, mediante la trascrizione inedita per quartetto d'archi delle opere che presentiamo e una riduzione drammaturgica appositamente riadattata ad uno spazio scenico non convenzionale, in cui sono aboliti gli alti costi che la realizzazione di un'opera lirica in "grande stile" comporterebbe. Le rappresentazioni ricreano così un microcosmo musicale che mantiene intatta la struttura portante dell'opera, la sonorità orchestrale, nonostante la riduzione quartettistica.
Da qui il motto del gruppo "l'opera lirica ridotta in minimi termini".
PimOff stagione 14/15
presenta
Domenica 15 febbraio ore 18.00 (LIRICA)
Opera 17/La serva padrona di G.B. Pergolesi
Messa in scena a cura di Opera 17
Uberto, Jacopo Bianchini
Serpina, Sofia Rossi
Vespone, servo di Uberto: Kano Ozawa
Regia di Kano Ozawa
Pianista accompagnatore e direttore, Giuseppe Califano
Melologo originale su
Testo di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais
Musiche di Fabrizio Rabbolini – attore Giacomo Occhi
Fonte: assesempione

lunedì 9 febbraio 2015

10 COSE DA NON FARE DURANTE UN'AUDIZIONE


Spesso molti cantanti lirici che ci contattano per ricevere consigli utili su come presentarsi e cosa proporre ad una commissione dedita alla scelta di cantanti, noi consigliamo delle regole basilari che tutti sanno più o meno, ma facendo attenzione a quelle 10 cose da "non fare" durante un'audizione!

10 COSE DA NON FARE DURANTE UN'AUDIZIONE:


1 NON FARSI TROVARE IMPREPARATI: SAPERE GIA' CHE BRANO PROPORRE
2 NON PROPORRE UN SECONDO BRANO SE NON VIENE CHIESTO DAI MEMBRI DELLA COMMISSIONE
3 NON FARSI VEDERE TROPPO TIMIDI E IMPACCIATI, MA NEMMENO TROPPO ESUBERANTI E LOGORROICI
4 NON ESAGERATE CON L'ELEGANZA, SIETE AD UN'AUDIZIONE E NON AD UNA PRIMA DELLA SCALA.
5 NON ESAGERATE CON SCOLLATURE E TRUCCO PESANTE, LA SEMPLICITA' RIPAGA SEMPRE
6 MENTRE ASPETTATE IL VOSTRO TURNO NON PARLATE MALE DELLA COMMISSIONE E DELL'ORGANIZZAZIONE DELL'AUDIZIONE, ANCHE I MURI HANNO LE ORECCHIE
7 NON SCEGLIETE IL BRANO PIU' DIFFICILE PER COLPIRE LA COMMISSIONE, SOPRATTUTTO SE NON VI SENTITE PRONTI, LA BRAVURA SI VEDE SEMPRE E COMUNQUE.
8 NON FATE TROPPI COMPLIMENTI AI COMPONENTI  DELLA COMMISSIONE, POTRESTE RISULTARE FUORI LUOGO
9 NON FATE DOMANDE FUORI LUOGO, COME AD ESEMPIO UN POSSIBILE GUADAGNO, CI SARANNO ALTRE OCCASIONI PER DEFINIRE MEGLIO IL TUTTO

10 NON CREATE DISCUSSIONI CON GLI ALTRI PARTECIPANTI DELL'AUDIZIONE, IN QUESTE OCCASIONI SI POSSONO FARE INCONTRI SCOMODI, MA RICORDATEVI CHE VOI DOVETE DIMOSTRARE IL VOSTRO TALENTO DAVANTI AD UNA COMMISSIONE, IL RESTO NON CONTA! 

Carnevale ispirato all'opera lirica Turandot - Pagliacci - Otello


Il carnevale è alle porte, ed è arrivato il momento di pensare come mascherarsi.
Vogliamo consigliare tre semplici temi ispirati alle opere liriche Turandot - Pagliacci - Otello.
Tre meravigliose opere che meritano di essere prese in considerazione per il carnevale 2015.
Cristina Bersanelli, autrice - fa sapere dal Blogo - consigli utili per mascherare i propri piccoli per l'occasione tanto attesa.
Costumi unici e originali con il materiale che avete in casa o facile da trovare in negozi dedicati!


Per il costume di Turandot, la principessa bella ma irraggiungibile, basta avere un abitino cinese o una vestaglia (o camicia) azzurra in stile orientale, un pezzo di stoffa dorata che faccia da mantello con strascico lungo, un ventaglio grande e colorato, le unghie lunghe e laccate di rosso, nero o oro. Decorate i capelli con dei bastoncini cinesi e indossate una collana brillante. Colorate due ciocche di capelli in tinta col vestito, e usate delle ciabattine infradito. Come trucco usate della cipria bianca per rendere il viso pallido, e dipingete le labbra di rosso e nero. Usate la matita nera per dare agli occhi una forma allungata.

Per Calaf serve un giacca orientale blu e oro, un pantalone scuro di raso (anche del pigiama). Cercate un cappellino orientale e dei capelli finti raccolti in una treccia, delle ciabattine di velluto nero o infradito nere e i calzini bianchi. Truccate gli occhi con la matita nera e disegnate sul volto baffi e pizzetto.


Se volete, invece volete vestirvi da Ping, Pong e Pang, i tre ministri del regno, ecco cosa vi serve: giacca o vestaglia di tre colori diversi, e per ogni personaggio servono dei pantaloni neri di raso, di una coda finta raccolta in chignon, di ciabattine infradito nere e dei calzini bianchi. Per completare l'opera incollate sulle dita delle unghie lunghissime e nere, disegnate dei baffi lunghi e neri, mettete sugli occhi un ombretto rosso e delineate gli occhi con una gran quantità di matita nera.

Lo staff aggiunge anche la possibilità di mascherarvi da Canio in Pagliacci oppure Otello di Otello.

Per l'opera Pagliacci invece, potete ovviamente optare sia per i bimbi che per le bimbe, il classico vestito da pagliaccio, magari recuperando una vecchia coperta marrone, ritagliarla in base alla misura del piccolo o della piccola e creare così un gilet marrò scuro ed un pantalone di velluto più o meno dello stesso colore. Scarpa classica, o da pagliaccio, viso truccato completamente di bianco e contorno bocca e occhi del rosso di rossetto, sopracciglia nere spesse.

Per l'opera di Otello, potrete creare un vestito da - Desdemona - con un abito lungo chiaro, ricoperto di petali di rose dorate e accompagnate dalle ballerine chiare ed una collana con un cuore di polistirolo dipinto magari dello stesso colore delle rose.
Il Trucco da principessa ovviamente! Per l'Otello servirà recuperare dei pantacollant neri, stivali alti, camicia bianca ed un gilet nero con attaccate delle sfere piccole di stagnola incollate al gilet, una cintura di largo spessore e ricoperta anch'essa di stagnola e di stelle argentate oppure verniciate di giallo. Collana d'orata o argentata - trucco - un fondotinta scuro delicato, oppure fondo tinta nero di carnevale.

Per ulteriori consigli per il carnevale, visitate pure: donnaclick, consigli per maschere di gruppo!

Auguriamo a tutti buon carnevale ricordando l'arte dell'opera lirica!


domenica 8 febbraio 2015

Scala in subbuglio per il primo maggio, Renzi: "Pronti a intervenire"


Coristi e orchestrali: "Noi ci siamo, fateci suonare"

La questione è ancora aperta, lo spettacolo alla Scala per il primo maggio a cavallo dell’inaugurazione di –EXPO MILANO -  resta in discussione.
I sindacati sono da tempo divisi: da una parte Cisl, Uil e la Cgil nazionale, propensi al motto secondo cui "l'eccezione conferma la regola" e al richiamo alla responsabilità di fronte al mondo intero.
Dall'altra i sindacalisti interni della Cgil e Cub, che di lavorare il primo maggio “non vogliono sentirne parlare".
Il presidente del consiglio Matteo Renzi, dal palco dell'Hangar Bicocca, ha lanciato una "bomba", affermando che il governo potrebbe anche arrivare a precettare i dipendenti della Scala affinché lo spettacolo si faccia. Per la precisione non ha usato il verbo "precettare", ma ha affermato che il governo "è pronto anche a misure normative per evitare una figuraccia internazionale che sarebbe incomprensibile per chiunque". Possibile, per esempio, una dichiarazione di pubblico interesse per il teatro scaligero, almeno per il giorno d'apertura di Expo.
Di fatto sta al singolo lavoratore scegliere cosa fare quel giorno.
La Scala ha chiesto la disponibilità di tutti, dando il termine del 31 gennaio, ma non ha ancora diffuso i dati delle adesioni. Se però i musicisti e il coro hanno aderito in massa, non così i tecnici, altrettanto necessari per la riuscita di uno spettacolo. La Turandot senza elettricisti e addetti alla scenografia non può essere rappresentata.

sabato 7 febbraio 2015

Spagna: "Un Ballo in Maschera" al Teatro Comunale di Torrevieja



IT- Un Ballo in Maschera una co-produzione Opera 2001 e Opera de Massy di Parigi. Debutto il 19 Febbraio al Teatro Jofre di Ferrol, 26 Febbraio Teatro Municipal di Torrevieja, 28 Febbraio Teatro Cervantes di Malaga, 2 Marzo Auditorio di Murcia, 5 Marzo Auditorium Forum di Burgos, 9 Marzo Teatro Principal di Zaragoza, 17 Marzo Teatro Dumas di Saint Germain, 21 e 24 Marzo Opera di Massy Parigi.
Il protagonista Max Jota nominato trai i migliori cantanti lirici del mondo per il 2014.

EN- A Masked Ball a co-production Opera 2001 and Opera de Massy Paris. Shows in Teatro Jofre in Ferrol on February 19th, Teatro Municipal of Torrevieja on February 26th, Teatro Cervantes in Malaga on February 28th,  Auditorio of Murcia on March 2nd, Auditorium Forum in Burgos on March 5th, Teatro Principal in Zaragoza on March 9th, Theatre Dumas in Saint Germain on March 17th, Opera de Massy in Paris on 21st and 24th March. Tenor Max Jota, appointed amongst the best opera  performer worldwide for 2014.
Un baile de Máscaras. Ópera de Verdi

Dario Argento Regista di Lucia Lammermoor


Lucia di Lammermoor
Dramma tragico in due parti di Salvadore Cammarano
Musica di Gaetano Donizetti
Andrà in scena al Teatro Carlo Felice di Genova i giorni:
21,22,24,27,28 Febbraio e 1 Marzo 2015.
                   Regia       Dario Argento
Assistente alla regia        Davide Battistelli
                      Scene        Enrico Musenich
                    Costumi       Gianluca Falaschi
   Assistente ai costumi        Gian Maria Sposito
                       Luci          Luciano Novelli
 Direttore d'Orchestra        Giampaolo Bisanti
                                                   Giorgio Bruzzone 24/2
                     Orchestra        Teatro Carlo Felice
                            Coro       Teatro Carlo Felice
  Maestro del Coro        Pablo Assante

Una nuova produzione di Lucia di Lammermoor è stata affidata al maestro dell’horror Dario Argento.
Dal 21 Febbraio al 1 Marzo 2015-Lucia di Lammermoor di Donizetti
Grande attesa al Teatro Carlo Felice di Genova per Lucia di Lammermoor
 interpretata dal grande talento italiano , il soprano Desirée Rancatore , e il  famoso regista Dario Argento.

Desirée Rancatore  continua ad affermare ovunque il suo talento indiscusso. Soprano e artista completa, un vero talento che l’Italia ha l’onore di avere e vanto nel mondo : ovunque canta è osannata.


Le Nozze Figaro di Yutaka Sado al Teatro Regio di Torino


Le Nozze Figaro di Yutaka Sado
Yutaka Sado, allievo di Leonard Bernstein, dirigerà il 12 febbraio la nuova produzione del Teatro Regio di Torino, con 'Le Nozze di Figaro", il capolavoro di Mozart che completa la trilogia Mozart-Da Ponte dopo 'Così fan tutte' (2012) e 'Don Giovanni' ( 2013). La regia seguita da Elena Barbalich,
Orchestra e coro del Teatro Regio, nuovo allestimento
con il contributo di Reale Mutua.
Antoine Watteau: La lezione d'amore (1716)
 L'opera è trasmessa in diretta su RaiRadio3.

Calendario
Giovedì 12 Febbraio 2015 - 20.00 - Turno A
Venerdì 13 Febbraio 2015 - 15.00 - Turno Pomeridiano 1
Sabato 14 Febbraio 2015 - 20.00 - Turno Regione 1
Domenica 15 Febbraio 2015 - 15.00 - Turno C
Martedì 17 Febbraio 2015 - 20.00 - Turno Aziendale
Mercoledì 18 Febbraio 2015 - 20.00 - Turno D
Giovedì 19 Febbraio 2015 - 20.00 - Turno Familiare
Venerdì 20 Febbraio 2015 - 20.00 - Turno B
Sabato 21 Febbraio 2015 - 20.00 - Turno Regione 2
Domenica 22 Febbraio 2015 - 15.00 - Turno F
Martedì 24 Febbraio 2015 - 15.00 - Turno Pomeridiano 2

Le Nozze di Figaro
Le Mariage de Figaro, secondo tassello della trilogia teatrale di Beaumarchais (il primo è Le Barbier de Séville, il terzo La Mère coupable) andò in scena a Parigi il 27 aprile 1784. Tre anni prima Luigi XVI ne aveva impedita la messa in scena: «Cela est détestable, cela ne sera jamais joué» (“È detestabile, non sarà mai rappresentato”), troppo scandaloso, troppo critico nei confronti di aristocrazia e clero e troppo rivoluzionario nella figura di quel servo scaltro che rappresenta un terzo Stato che si sta evolvendo. Anni dopo, Napoleone dirà che nel Mariage c’è «la révolution déjà en action» (“la rivoluzione già in azione“).
Nel 1785 Mozart chiede a Lorenzo Da Ponte di scrivergli un libretto da Beaumarchais (è la loro prima collaborazione – scriverà Wagner: «Nel Figaro, il dialogo si fa pura musica e la musica stessa diventa dialogo»). Il librettista, nelle sue Memorie, si attribuisce tutto il merito (ma non è storicamente provato) di aver convinto l’imperatore Giuseppe II che nell’opera quella carica rivoluzionaria sarebbe stata molto smorzata. L’opera va in scena al Burgtheater di Vienna il 1° maggio 1786: dopo la terza recita, l’imperatore è costretto a emanare un’ordinanza che vieta i bis, ma l’opera resta in scena per solo nove repliche. Il grande successo arriva a Praga nel dicembre 1786. Così scrisse Mozart in una lettera: «Qui non si parla che del Figaro, non si suona, non si strombetta, non si canta, non si fischia che il Figaro, non si va a sentire altra opera che il Figaro. Eternamente Figaro!» . Tra i tanti ammiratori dell’opera c’è anche Brahms che scrisse: «Ogni brano del Figaro mi sorprende: il fatto è che non riesco a capire come si possa creare qualcosa di così perfetto. Neppure Beethoven ci è mai riuscito».

Compositore: Wolfgang Amadeus Mozart
Librettista: Lorenzo Da Ponte
Prima rappresentazione: 1786 Vienna, Burgtheater
Allestimenti precedenti: 1956, 1964, 1972, 1982, 1989, 1997, 2004, 2006

Il Lago dei Cigni : THE IMPERIAL ICE STARS


Musica, Canto, Ballo e Ghiaccio!
Il Lago dei Cigni On Ice arriva a Milano con la compagnia “The Imperial Ice Stars, per l’unica tappa italiana del suo tour mondiale, andrà in scena al Teatro Arcimboldi (viale dell’Innovazione 20), dall’11 al 15 Febbraio, con una versione on ice del celebre balletto con le musiche di Čajkovskij.

Oltre 2mila repliche in 24 paesi nel mondo, "The Imperial Ice Stars" negli ultimi 8 anni ha portato in giro per il mondo “Il Lago dei Cigni”, raccogliendo un ampio successo di pubblico, i più celebri balletti classici in una nuova versione su ghiaccio.
Per Il lago dei Cigni On Ice, il palco dell’Arcimboldi si trasformerà in una grande pista di pattinaggio, grazie a 14 tonnellate di ghiaccio create in fase di allestimento  con 140 ore di lavoro.

La coreografia sarà meravigliosa: il risultato è un mix adrenalinico di danza sul ghiaccio, interpretazione drammatica, salti, piroette ad alta velocità, acrobazie e spettacolari effetti visivi.

Il cast è composto da 26 pattinatori, tra i quali molti campioni olimpici e mondiali (250 le medaglie vinte dai performers della compagnia in varie competizioni): lo spettacolo è così mozzafiato anche perché alcuni dei movimenti eseguiti dalla Compagnia durante gli show non sono mai stati eseguiti prima (infatti non hanno nemmeno un nome). Non a caso, gli allenamenti sono di 9 ore giornaliere per 6 giorni su 7.

Il tutto sotto la guida del direttore artistico Tony Mercer: “Ispirato dalla mia ricerca sulla partitura originale di Čajkovskij e dal mio interesse per il racconto, ho voluto dare un’interpretazione realistica di questo amato racconto trasponendolo sul ghiaccio e creando un allestimento che potesse essere messo in scena all’interno di un teatro - spiega -. Ho sempre pensato che la mia idea di avere dei cigni che scivolano leggeri sul ghiaccio, potesse essere una scelta totalmente naturale”.

Ad arricchire ulteriormente lo spettacolo ci saranno i costumi ideati dalla designer russa Albina Gabueva (110 in totale durante lo spettacolo) e una serie di sontuose scenografie create da Eamon D’Arcy, uno dei più importanti scenografi dell’Australasia.

Il Lago dei Cigni On Ice

dall’11 al 15 febbraio 2015, h 21


Teatro degli Arcimboldi
Biglietti: da 20 a 70 euro

Concorso Lirico per Giovani Cantanti Lirici: Giuria Internazionale


Nominata la Giuria Internazionale della 69ma edizione 2015 del Concorso “Comunità Europea” per Giovani Cantanti Lirici, che si terrà al Teatro Nuovo di Spoleto dal 24 al 28 febbraio 2015.

La Commissione Giudicatrice, presieduta dal celebre soprano statunitense Lella Cuberli, sarà composta da: Antonina Boneva (docente al Conservatorio di Sofia-Bulgaria), Carlo Donadio (rappresentante della Direzione Artistica del Teatro dell’Opera di Roma-Italia), Claudio Desderi (celebre baritono), Enrico Girardi (Critico Musicale del “Corriere della Sera” e docente di Storia della Musica all’Università Cattolica di Milano e Brescia), Karen Stone (Sovrintendente del Teatro di Magdeburgo) e Michelangelo Zurletti (Direttore Artistico del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”).

Lella_Cuberli

La Giuria giungerà a Spoleto il giorno 23 febbraio per iniziare i lavori nella mattinata di martedì 24 al Teatro Nuovo.

Anche quest’anno si tratta di una Commissione di grande prestigio composta da cantanti, musicisti e direttori di importanti istituzioni musicali italiane e estere. Tutto finalizzato ad un’attenta valutazione dei candidati dal punto di vista tecnico e interpretativo.

I cantanti interessati a partecipare al Concorso possono presentare la domanda di iscrizione facendo pervenire la documentazione entro e non oltre il giorno 9 febbraio 2015 (farà fede la data del timbro postale).

Informazioni dettagliate e bandi del Concorso di Canto possono essere richiesti a:
Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”
Piazza G. Bovio, 1 – 06049 Spoleto (PG)
Tel. 0743 221 645 – 0743 220 440; Fax 0743 222 930; teatrolirico@tls-belli.it

Il bando è anche disponibile sul sito:

mercoledì 4 febbraio 2015

W Verdi: Opera & Balletto, insieme di emozioni

"W Verdi": 6-7-8 febbraio a Milano Eventi a Milano
Venerdì 6 e sabato 7 febbraio ore 20.30 - Domenica 8 febbraio ore 16.00 a "Milano Eventi" (Milano).

 Torna sul palcoscenico del Teatro di Milano "W VERDI", balletto dedicato alla musica del più celebre compositore italiano, nella nuova messinscena arricchita di nuovi brani e splendide proiezioni scenografiche.
 W Verdi, che ha già conquistato migliaia di spettatori, è un'occasione unica per scoprire la poesia e l'originalità dei balletti presenti in alcune delle opere più belle di Giuseppe Verdi, pagine musicali di altissimo livello. La creazione dello spettacolo, è infatti avvenuta seguendo le emozioni suggerite dalla musica per rendere omaggio alla musica stessa, sottolineandone le sfumature e dando spazio sia a tecnica e virtuosismi con le coreografie di Agnese Omodei Salè, sia ad una lettura più contemporanea con la Danza delle Streghe dal Macbeth firmata da Federico Veratti.
 In apertura Aida, opera di Giuseppe Verdi tra le più note e rappresentate nel mondo, le cui danze raggiungono l'apice nel famoso Trionfo. Seguono la celeberrima Danza delle Streghe dal Macbeth, ballabile forse tra i più belli mai scritti dal Maestro e l'intenso preludio da Attila. Dopo Traviata che, pur non contenendo pagine espressamente dedicate al balletto, ben si presta alla danza con il suo celebre "Libiamo", i cori di Zingarelle e Toreri ed altri brani tra cui i due preludi, chiude la prima parte un brillante divertissement sulle straordinarie musiche da Otello. Nella seconda parte "Le quattro stagioni", splendido ballabile dai Vespri Siciliani. Trenta minuti dedicati al balletto, un piccolo capolavoro per la danza in un incalzante susseguirsi di emozioni.
Fonte MilanoTdy

Importante Audizione: per il triennio 2015-2018


Piacenza (Teatro Municipale) e Ravenna (Teatro Alighieri)
L'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fondata dal Maestro Riccardo Muti, indice le audizioni per la copertura dei seguenti ruoli d'orchestra per il triennio 2015-2018: flauto (ottavino facoltativo), tromba (trombino facoltativo), timpani, arpa e violino. Le domande di ammissione alle audizioni dovranno essere inviate (a mezzo raccomandata semplice) alla sede della Fondazione Orchestra Giovanile Luigi Cherubini (Via G. Verdi n. 41 - 29121 Piacenza) entro il 31 dicembre 2014.
 
Requisiti per essere ammessi alle audizioni sono: un'età compresa tra i 18 (data di nascita antecedente il 31 dicembre 1996) e i 27 anni (data di nascita successiva al 31 dicembre 1986), il diploma nello strumento conseguito presso un Conservatorio di Stato o Istituto Musicale Pareggiato (o certificazione equivalente per i titoli non conseguiti in Italia), essere cittadino dell'Unione Europea.
Le audizioni si svolgeranno (indicativamente a partire da marzo 2015) in due fasi distinte non consecutive - eliminatoria e finale - che si terranno presso le sedi di Piacenza (Teatro Municipale) e Ravenna (Teatro Alighieri).
Nella sezione dedicata del sito è possibile scaricare la domanda di ammissione, il bando di concorso e i passi orchestrali per ogni strumento.
Info: tel. 0523 492254, audizioni@orchestracherubini.it
Fonte: Orchestra Cherubini

Teatro alla Scala: l'esito della conferenza stampa


L’Expo ha portato in Scala aria di novità?
Numerosi i progetti culturali dell’anno 2015 alla Scala e il sovrintendente A.Pereira alla conferenza stampa ribadisce il suo entusiasmo per le meravigliose rappresentazioni culturali del  Teatro.
Alexander Pereira incalzava i giornalisti che lo attendevano nella sala del Museo Teatrale alla Scala, in occasione della conferenza stampa di presentazione del progetto Il Museo Teatrale per Expo 2015, dichiarando: "Mi sento investito da questo ruolo sociale della Scala".
 
Annuncia una prossima Cenerentola per i bambini dedicata esclusivamente a bambini affetti da particolari problematiche di salute,, prosegue: " Questa iniziativa è molto importante e mi sta a cuore”.
Insieme ai tanti progetti, anche quest'ultimo sta significando che “la musica può dare tanto". 
Dice il Sovrintendente oggi, e “nell'anno di Expo tante saranno le proposte”, in particolare - quelle del Museo Teatrale alla Scala - che, in collaborazione con il partner istituzionale JTI, nell'anno di Expo accoglierà i visitatori di tutto il mondo con un'offerta articolata tra visite guidate con concerto, mostre temporanee, nonché l'importante progetto – d’accessibilità - dedicato all'utenza diversamente abile, che, per tre giorni al mese, potrà usufruire di particolari servizi creati appositamente con la collaborazione dell'Istituto dei Ciechi di Milano, l'Ente Nazionale Sordi e la Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano.
L’Expo ha portato in Scala aria di novità!

martedì 3 febbraio 2015

Elisir d'Amore, estratti dell'opera di Donizetti

Alcuni tratti e ritratti dell'opera lirica 
Elisir d'Amore
di Gaetano Donizetti

Trama

Atto I

In un campo alberato, presso un villaggio, interrotta la fatica della mietitura, contadini e contadine si riposano all’ombra degli alberi mentre la ricca Adina legge la storia di Tristano ed Isotta e del filtro amoroso. Nemorino osservandola da lontano, si scopre innamorato di lei. D’un tratto appare il sergente Belcore, gradasso e sicuro di sé, che comincia a corteggiare insistentemente Adina; ella sembra non disdegnare le sue attenzioni. Nemorino, disperato, preso coraggio, dichiara il suo amore alla fanciulla che però lo respinge. Nel frattempo giunge nel villaggio Dulcamara, dottore praticone che decanta i suoi prodotti. Nemorino gli chiede se può acquistare da lui il filtro della regina Isotta; subito il dottore gli vende un Elisir che gli assicura così potente al punto da far innamorare di lui Adina in ventiquattro ore. Nemorino lo beve e subito, certo degli effetti dell’Elisir, canta soddisfatto incurante della presenza della ragazza che, indispettita dal bizzarro contegno del giovane, s’impegna a sposare Belcore. Il sergente viene avvertito di una forzata improvvisa partenza: le nozze debbono svolgersi seduta stante. Adina acconsente e Nemorino cerca disperatamente il dottore.



Atto II

I compaesani preparano un banchetto per festeggiare i giovani promessi sposi, ma Adina, interessata in realtà a Nemorino, sembra non avere più tanta fretta. Il giovane innamorato vorrebbe potenziare l’effetto della pozione ma non ha denaro. Decide così di arruolarsi ricevendo una cospicua somma di denaro che spende in una dose massiccia di Elisir. Frattanto lo zio di Nemorino, malato gravemente, muore lasciandolo erede di una fortuna. Giannetta e le ragazze del villaggio, venute a sapere la notizia, aspirando di convolare a nozze col neomilionario, corteggiano il giovane. Nemorino e lo stesso dottore, attribuiscono il merito di tante attenzioni all’Elisir. Adina, ignara dell’eredità, viene a sapere da Dulcamara che il giovane si è arruolato pur di acquistare il filtro per conquistarla: si commuove a tal punto che confessa a Nemorino di amarlo. Restituisce il denaro al sergente ed i giovani annunciano il loro fidanzamento. Belcore accetta filosoficamente il fatto compiuto, mentre il dottor Dulcamara, inneggiato dai popolani, decanta le virtù dell’Elisir, a suo avviso, meritevole della felice conclusione degli eventi.



Alcune arie più famose dell'Opera Eisir d'Amore


Joan Pons in Belcore - "Come paride Vezzoso"




Rolando Villazòn in Nemorino - "Quanto è bella, quanto è cara"




Francesca Sassu in Adina - "Della crudele Isotta"






Juan Diego Florez in Nemorino - "Una furtiva lagrima"