martedì 31 marzo 2015

AUDIZIONE - per Cantanti Lirici a Roma

Roma (Roma) - IT
Associazione Puccini in the world e La Fondazione Atelier Internazionale della Musica di Catania
Indicono Audizione per Cantanti lirici a Roma
Il giorno 08 Aprile 2015
ROMA- Via Prospero Farinacci, 40 ( Centro Ottava) Metro A Baldo degli Ubaldi 
Ultimo giorno di scadenza per le iscrizioni è fissato al 07 Aprile 2015
Quota di iscrizione: 30.00 €
Limite di età: nessuno


Le audizioni a ruoli sono rivolte a cantanti lirici, di tutte le nazionalità, senza limiti di età, al fine di trovare artisti idonei ad interpretare ruoli principali e comprimari delle seguenti opere: MADAMA BUTTERFLY (da svolgere nell’estate 2015 a La Spezia), TURANDOT (da svolgere nell’anno 2016 a La Spezia), TOSCA (da svolgere nell’estate 2015 nel Lazio),MADAMA BUTTERFLY (da svolgere nell’estate 2015 in Sicilia), CAVALLERIA RUSTICANA (da svolgere nell’estate 2015 in Sicilia)
Ai cantanti ritenuti idoneo verrà offerta l'opportunità di interpretare i ruoli delle Opere in programma, con regolare contratto artistico e retribuzione. Qualora gli artisti non siano vocalmente adatti ai ruoli delle opere in programma potranno comunque presentarsi all’audizione con arie del proprio repertorio e verranno valutati per la stagione del 2016-2017. La giuria sarà Presieduta dal M° Massimo Morelli, M° Massimiliano Piccioli,Dott.ssa Giovanna Capuano,M° Gianfranco Pappalardo Fiumara.
Informazioni:
Tel: 3313006655
Fax:

Email: info.audizioni2015@gmail.com

martedì 24 marzo 2015

Cantiere all'Opera presenta: Concerto lirico "D'altro canto" al Teatro Barbarigo di Padova


Sabato 28 Marzo Concerto lirico "D'altro canto" al Teatro Barbarigo di Padova

Secondo appuntamento della Stagione Concertistica 2015 organizzata dall'Associazione Cantiere all'Opera.

I Solisti selezionati dalle Audizioni Internazionali saranno gli interpreti delle più belle arie dal Romanticismo al Verismo:

da Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini a Resurrezione di Franco Alfano, passando per i romantici Vincenzo Bellini con La Straniera e I Capuleti e i Montecchi, Gaetano Donizetti Maria Stuarda e Poliuto, al verismo de La Bohème meno conosciuta di Ruggero Leoncavallo insieme alla più famosa Pagliacci; Andrea Chenier di Umberto Giordano, Cavalleria Rusticana e Iris di Pietro Mascagni e Loreley di Alfredo Catalani.



Interpreti

Takako Okazaky Soprano
Giulia Pattaro Soprano
Fabiana Visentin Soprano
Roberto Miani Tenore
Federico Cavarzan Baritono

Pianoforte: Maestro Milo Martani

Presentazione a cura del Dott. Alessandro Cammarano

L'ingresso del Teatro Barbarigo è il medesimo dell'Istituto Barbarigo, in Via del Seminario 5a, con buon numero di posti auto disponibili.
Informazioni e prenotazioni al 331 1611301
Il sito è www.cantiereallopera.com

Ingresso:
Soci: gratuito
Non Soci: Euro 15,00
Studenti under 26 muniti di badge: Euro 5,00.
Fino ad esaurimento posti.

(Per chi volesse sarà possibile prima del concerto effettuare il tesseramento associativo annuale all'Associazione Cantiere all'Opera al costo di Euro 40.00, che permette di accedere gratuitamente a tutti gli eventi della Stagione Concertistica e alle Opere ad un prezzo ridotto di Euro 12,00.)

venerdì 20 marzo 2015

IN PRIMO PIANO NABUCCO: Stagione Lirica di Lecce


IN PRIMO PIANO
"NABUCCO"

Il Nabucco di Verdi è la seconda opera della 46esima stagione lirica di Lecce da stasera (ore 20.45) a domenica (ore 18) al teatro Politeama Greco (domani alle 20.45). L’opera è diretta da Francesco Ledda con la regia di Carlo Antonio De Lucia,  direttore artistico del cartellone lirico. Già più volte eseguito a Lecce, questo Nabucco, fa registrare con anticipo un grande successo al botteghino. L’esecuzione dell’opera si avvale dell’Orchestra sinfonica di Lecce, compagine gemella dell’Orchestra dell’Ico della Provincia il cui futuro resta assolutamente incerto, almeno per quanto riguarda la programmazione sinfonica. Info 0832.24.14.68.
AGENDA / La stagione lirica di Lecce: Il Nabucco al teatro Politeama Greco

mercoledì 18 marzo 2015

MONTECATINI LYRIC CONTEST

I° giornata
Nella cittadina che ha ospitato alcuni fra i più grandi compositori e musicisti di tutti i tempi, e che per tradizione unisce musica e benessere nasce uno straordinario evento: MONTECATINI LYRIC CONTEST
Un contest lirico, selezioni per scegliere i cantanti adatti alla realizzazione di tre opere intere al Teatro Verdi di Montecatini Terme.

Il MONTECATINI LYRIC CONTEST prevede l’esecuzione di tre opere complete con scenografie coro e pianoforte per la coordinazione artistica della produzione Ritorno all’opera.

  1. Montecatini Lyric Contest 

BANDO CONCORSO

Il Teatro Verdi di Montecatini Terme indice audizioni per ruoli Primari e Comprimari per la prima stagione del Montecatini Lyric Contest.
L’audizione avrà luogo al Teatro Verdi nei giorni 14 e 15 maggio 2015 dalle ore 10 alle ore 19
Il Montecatini Lyric Contest nasce con l’obiettivo di valorizzare nuovi talenti della lirica e permettere loro di esibirsi di fronte a un pubblico internazionale.
Ai prescelti saranno assegnati, secondo idoneità delle voci, ruoli per le produzioni delle opere previste al Teatro Verdi nella rassegna Montecatini Lyric Contest nelle date 22 maggio, 29 maggio e 5 giugno 2015. Il concorso è aperto a cantanti di ambo i sessi e senza limiti di età.

Bando Generale
Art. 1 – Termini per l’iscrizione
Il Montecatini Lyric Contest è riservato ai cantanti lirici di qualsiasi nazionalità di ambo i sessi; non ci sono limiti di età. La scadenza per l’iscrizione è fissata nel giorno 30 aprile 2015

Art. 2 – Il Programma
Sono previste due giornate di audizioni. Ogni partecipante deve presentare n° 2 arie alla commissione. La scelta delle arie è libera, con preferenza per quelle tratte dalle opere che i vincitori rappresenteranno (art. 5 del presente bando). Il giorno 18 maggio la giuria deciderà gli artisti scelti.

Art. 3 – Giudizio e Commissioni
Il giudizio della Commissione è inappellabile e insindacabile. Il presidente della Commissione è di diritto il Direttore Artistico.
La Commissione sarà composta dalla Direzione Artistica del Teatro, suoi colleghi /o professionisti scelti del settore lirico.

Art. 4 – Ordine di comparizione dei concorrenti
Tutti i concorrenti dovranno essere provvisti degli spartiti per canto e pianoforte dei pezzi scelti per il programma.
I concorrenti ammessi, in base all’ordine di convocazione pubblicato sul sito www.teatroverdimontecatini.it dovranno presentarsi muniti di un documento di riconoscimento nei giorni 14 e 15 maggio 2014 a Montecatini Terme presso il Teatro Verdi, viale Giuseppe Verdi n° 45.
Dopo l’accertamento dell’identità e dei requisiti per la partecipazione al concorso, inizieranno le prove concorsuali. I concorrenti assenti all’appello per le fasi eliminatorie saranno esclusi e la tassa non verrà rimborsata. I nomi dei concorrenti ammessi ai ruoli delle opere saranno pubblicati sul sito www.teatroverdimontecatini.it e contattati direttamente dalla Direzione Artistica.

Art. 5 –Prescelti
Ai prescelti saranno assegnati, secondo le idoneità delle voci, ruoli per le produzioni di alcune opere che si terranno presso il Teatro Verdi tra maggio 2015 e settembre 2015. Tale prestazione verrà remunerata fino a 150€ di rimborso spese viaggio + vitto e alloggio secondo modalità che verranno comunicate ai prescelti. Le opere che verranno realizzate (in forma intera, con coro e pianoforte) saranno: La Bohème, Il Barbiere di Siviglia e La traviata.

Art. 6 – Diritto d’immagine
Nel caso di trasmissioni radiofoniche e/o televisive o di registrazioni (CD, supporto digitale, ecc.) o servizi fotografici di prove o di concerti, i candidati partecipanti al concorso non avranno diritto di avanzare nessuna pretesa o richiesta finanziaria nei riguardi dell’Ente trasmittente o del Concorso, consentendo pertanto di realizzare, utilizzare e sfruttare economicamente – in tutto o in parte, anche unitamente a altri contributi audio e/o video – la propria immagine, il proprio nome, la descrizione del contesto in cui ha avuto luogo nonché eventuali registrazioni audio e video, con ogni mezzo e in ogni formato e senza alcuna limitazione temporale o territoriale dichiarando di non avere nulla a che pretendere ad alcun titolo dalla direzione del concorso o dall’Ente trasmittente.

Art. 7 – Modalità per l’iscrizione
Il Concorso prevede una quota d’iscrizione pari a € 40,00 (quaranta/00) da versarsi con le seguenti modalità:

-              Bonifico bancario previo precedente contatto telefonico al numero 0572/78903
-              Collegarsi al sito www.teatroverdimontecatini.it e selezionare dalla sezione “programma” il giorno delle audizioni. Effettuare la procedura di acquisto selezionando la quota di iscrizione e indicando tutti i dati richiesti. Al termine inviare una mail all’indirizzo info@teatroverdimontecatini.it in cui dovranno essere indicati/allegati
a)            Recapito telefonico
b)           Fotocopia del documento di identità (leggibile)
c)            Due foto recenti
d)           Curriculum studi e artistico
e)           Elenco dei brani presentati al concorso

Per coloro che non riescono a fare il pagamento online o tramite bonifico l’organizzazione consente il pagamento della quota in loco il giorno delle audizioni. E’ comunque obbligatorio inviare i documenti sopraindicati all’indirizzo di posta elettronica in modo da inserire il candidato nella lista delle audizioni.
Il candidato riceverà una mail con la conferma dell’iscrizione.
Nota: il pagamento con carta di credito/ricaricabile prevede una commissione bancaria del 5%


La domanda di iscrizione dovrà pervenire entro il 30 aprile 2015 via mail all’indirizzo nuovoteatroverdi@pec-megamente.it oppure tramite raccomandata A/R (farà fede il timbro postale) a: NUOVO TEATRO VERDI SRL, viale Verdi 45, 51016 Montecatini Terme (PT)

lunedì 16 marzo 2015

Vita e successi del tenore Giuseppe Di Stefano

Vita e successi ...
Nel 1921 - Salvatore Di Stefano, giovane carabiniere siciliano , dovette lasciare l'Arma all'eta' di ventisei anni per poter sposare Angela Gentile, sarta di Siracusa . Dalla loro unione nasce a Motta Santa Anastasia, a pochi kilometri da Catania , Giuseppe Di Stefano, primo ed unico figlio, il 24 Luglio 1921.

Nel 1927 - Le difficoltà economiche e la prospettiva di una vita migliore suggeriscono il trasferimento a Milano, nel popolare quartiere di Porta Ticinese, dove il padre si adeguo' al mestiere di calzolaio e la madre contribui' con lavori di sartoria al sostentamento della famiglia.

Nel 1934 frequentando la Scuola magistrale presso il Seminario Arcivescovile San Arialdo in Duomo a Milano iniziò a cantare nel coro.
Tra gli amici incontra Danilo Fois studente di legge che subito intuisce le potenzialita' della sua voce e si offre di finanziare le prime lezioni di canto. Una amicizia questa che è durata tutta la loro vita.

1938 - Partecipa e vince a Firenze il primo concorso di canto "Voci Grezze" . Prime audizioni con Gino Marinuzzi e con il baritono Luigi Montesanto che diventerà in seguito suo agente.


1941- Chiamato alle armi dopo un breve periodo nel Centro addestramento reclute di Frugarolo - venne arruolato nel Battaglione Mortai del 37° Reggimento di Fanteria - Divisione Ravenna di stanza ad Alessandria con l'incarico di Assistente di Sanita'.


1942 - Il Reggimento Parte per la campagna di Russia - Non avendo dimostrato grandi attitudini militari ed in considerazione delle non buone condizioni di salute, il suo diretto superiore, il Tenente Medico Giovanni Tartaglione prese la decisione di lasciarlo a casa salvandogli così la vita ( un gran numero di suoi commilitoni, compreso il Tenente, non fecero più ritorno a casa ).

Il ricordo di questo Ufficiale dell'Esercito Italiano lo ha accompagnato per tutta la vita. Spingendolo in seguito a voler conoscere la sua famiglia e conservando sempre una sua foto sulla scrivania...

In convalescenza a Milano, con il nome d'arte di Nino Florio , per sbarcare il lunario, inizia a cantare canzonette in vari teatri e locali di Milano ( Ristorante Odeon , Teatro-Cinema Cristallo , l' Ambrosiano ) riscuotendo un certo successo e sopratutto iniziando a scoprire il suo talento.

Nel 1943 - l'8 settembre trovandosi in Svizzera , colse l'occasione, dietro suggerimento di uno stesso gendarme elvetico, di non fare rientro in Italia . Alcuni amici lo seguirono e per questo gli furono riconoscenti tutta la vita. Lì viene internato nel campo di raccolta di Faido (San Gottardo) dove la sua passione per il canto attirò l'attenzione di alcuni appassionati locali che lo proposero a Radio Losanna dove , dopo una prova, lo scritturarono per un Elisir d'amore di cui esiste ancora una registrazione. Altri trasmissioni che seguirono e una serie di incisioni stanno a testimoniare il talento.


Nel 1945 - Ritorna in Italia dove inizia a dedicarsi seriamente allo studio del canto.

Il 20 Aprile 1946 con Manon a Reggio Emilia ha inizio il suo debutto ufficiale ed una folgorante carriera che in breve tempo e per gli anni a venire consolidò definitivamente la sua fama.


Nel 1949 Sposa a New York Maria Girolami , studentessa di canto, dalla quale avrà tre figli: Giuseppe 1952, Luisa 1953-1975, Floria 1957. Un matrimonio felice durato più di 25 anni durante i quali prese casa a Milano, a New York , a Marina di Ravenna, a Roma e di nuovo a Milano seguendo le esigenze della sua attività.


Particolare risonanza nei primi anni 70 ebbe il suo rapporto con Maria Callas , collega privilegiata, che ritrovò a New York sola e reduce da delusioni affettive . Maria si lasciò contagiare dal suo entusiasmo e dalla sua forza vitale e decise di ritornare sul palcoscenico per una serie di concerti in Germania - Regno Unito - Francia - Stati Uniti - Giappone - Korea - Australia e Nuova Zelanda. Questi eventi riscossero un grande successo , se non dal punto di vista artistico, sicuramente da quello affettivo, dando ad una folla di ammiratori che li amavano attraverso le sole incisioni , l'opportunita' ed il privilegio di vederli ed ascoltarli dal vivo.

Nel 1975 un male allora incurabile lo privo' dell'affetto della sua adorata figlia Luisa. Tragedia questa che segno' la sua vita e che lascio' da allora una nota di velata malinconia nel suo carattere notoriamente espansivo ed estroverso.


I grandi dolori talvolta uniscono , altre invece portano ad un progressivo allontanamento dagli affetti coniugali. Fu questa la ragione per la quale nel 1976 si divise consensualmente dalla prima moglie Maria Girolami.
 Il lavoro lo portava in ogni parte del mondo, la sua fama lo precedeva e lo impegnava sempre al massimo.

Nel 1977 in occasione di una sua tournee in Germania conobbe Monika Curth , giovane e bella soprano di Amburgo che sposo' a Roma e che da allora lo accompagnò sui palcoscenici e nella vita con assoluta devozione.

Gli ultimi anni della sua vita trascorsero tra il Kenya e la Brianza , circondato dalla simpatia dei suoi numerosi amici, dalla stima degli ammiratori, dall'amore dei figli e dei nipoti e dalle premurose attenzioni della moglie Monika.

papamonicaleonardo

Una crudele fatalita' ha voluto che nel dicembre 2004 le conseguenze di una brutale aggressione subita nella sua casa di Diani in Kenia, dove amava passare i mesi invernali , lo abbiano lasciato in condizioni tali da rendergli impossibile il contatto con tutto il mondo di affetto, ammirazione e stima che continuava a circondarlo.

Dal 3 marzo 2008 riposa nel piccolo cimitero di Santa Maria Hoe' (LC) vicino a sua Madre Angelina.
Ascoltiamo quest'aria cantata dal grande Giuseppe Di Stefano
Giuseppe Di Stefano


Fonte: Giuseppe Di Stefano

giovedì 12 marzo 2015

La fondazione Walton dona alla Scuola di Musica di Fiesole l'opera completa della William Walton Edition

Realizzata dalla Oxford University Press è la raccolta delle opere di uno dei compositori più amati d'Inghilterra: un’edizione definitiva che rimarrà una pietra miliare nella bibliografia musicale di Sir William Walton e nella storia musicale in generale. La donazione avverrà con un concerto/evento dell’Orchestra “Vincenzo Galilei” della Scuola di Musica di Fiesole, venerdi 6 Marzo alle ore 21.00 a Firenze all’Auditorium Cosimo Ridolfi.


FIRENZE - L’iniziativa testimonia l’importante ruolo di tutela e conservazione della memoria musicale internazionale da parte dell’archivio musicale della Scuola di Musica di Fiesole ma anche la fattiva sinergia tra due istituzioni che hanno fatto della cultura e del sostegno ai giovani talenti, la propria missione. Avviata nel lontano 1995, la collaborazione tra la Scuola di Musica di Fiesole e la Fondazione William Walton La Mortella - istituzione che cura le attività culturali legate al famoso compositore inglese – in questi anni si è consolidata e ha dato vita a progetti e a programmi musicali che oggi trovano nella donazione, la massima espressione.
La cerimonia di donazione avverrà venerdi 6 Marzo a Firenze con un concerto/evento che si terrà presso l’Auditorium Cosimo Ridolfi Banca CR Firenze con l’esibizione dell’Orchestra V. Galilei, formata dagli allievi dei corsi di base più avanzati e dei corsi di perfezionamento della Scuola di Musica di Fiesole, diretti dal M° Lorenza Borrani.
Il concerto sarà preceduto da un momento celebrativo che illustrerà la collaborazione e i progetti in essere tra la Scuola di Fiesole e la Fondazione Walton, nonché il valore dell’opera donata per la musicologia contemporanea e che Fiesole saprà al meglio custodire e valorizzare. L’incontro vedrà la presenza dei rappresentanti della Fondazione della Scuola di Musica di Fiesole e della Fondazione William Walton La Mortella.
La serata è aperta al pubblico e ad ingresso gratuito.
Sir William Walton OM (1902-1983) è considerato uno dei più grandi compositori inglesi del ventesimo secolo. Uno dei suoi primi lavori di successo è Façade(1922), un componimento musicale brillante, con parole di Edith Sitwell. I suoi lavori più noti sono i tre concerti per viola, violino e violoncello, la monumentale corale Belshazzar’s Feast, le due sinfonie, l’opera lirica Troilus and Cressida, un'opera comica, L'Orso, le colonne sonore per i tre film Shakespeariani interpretati da Laurence Olivier: Enrico V, Amleto e
Riccardo III. Ha scritto due marce per l’incoronazione: Crown Imperialper il Re Giorgio VI e Orb and Sceptre per la regina Elizabetta, oltre a un Te Deum.
Ebbe un periodo di grande notorietà negli anni ‘50 e ‘60 negli Stati Uniti, dove nel 1955 Gregor Piatigorsky gli commissionò il Concerto per Violoncello, e nel 1957 George Szell gli chiese la Partita per l'Orchestra di Cleveland che eseguì poi una memorabile incisione della sua Seconda Sinfonia. Fra le altre opere musicali scritte su commissione di famose orchestre o solisti, ricordiamo nel 1968 per André Kostelanetz ed l’Orchestra Filarmonica di New York il Capriccio Burlesco per il loro 125 ° anniversario; nel 1969 le Improvisations on an Impromptu of Benjamin Britten per l’ Orchestra Sinfonica di San Francisco e nel 1981 il Prologo e la Fantasia per Mstislav Rostropovitch e l'Orchestra Sinfonica Nazionale Americana.
La regina Elisabetta lo nominò Cavaliere (Sir) nel 1951 e nel 1967 gli conferì la più alta onorificenza inglese, l’Ordine al Merito.

sabato 7 marzo 2015

Teatro di Donetsk fonte di speranza, in scena anche sotto i bombardamenti


Nel Teatro dell’Opera di Donetsk, tutto intorno alla figura di Artyom Yaroshevich, illuminato dalla sola luce presente, c’è un silenzio tranquillo. Canta, Artyom.

Canta con quanto fiato ha in gola, canta con il sorriso sulle labbra. Un sorriso che, oltre ad essere di gioia, esprime la felicità di essere ancora lì e nasconde la preoccupazione.

Una ballerina al teatro Finisce di colpo. La sala s’illumina di luce.

L'orchestra

Il pubblico si alza e applaude entusiasta, applaude forte e chiaro. L’eco degli applausi risuona nel teatro e nella stessa città di Donetsk, contrastando per un momento il rumore delle bombe.

Qualcuno lancia dei fiori. Fiori per gli attori, per chi dirige lo spettacolo, per chi è rimasto a Donetsk portando avanti l’arte.

Resiste, il Teatro dell’Opera.

Resiste ai bombardamenti subiti dalla città, alle persone che hanno abbandonato il paese per paura, all’inverno, all’andare avanti senza nessun tipo di aiuto economico, alla fame, alle bombe.

E certo, certo che hanno tutti paura, tutti sono preoccupati. Ma resistono. Per dare speranza a chi, come loro, è rimasto a Donetsk, per chi, come loro, crede ancora che l’arte possa dare gioia anche nei momenti di guerra.

Parla Artyom, il cantante e attore, e esplicita tutte le sue paure, i suoi tormenti, ma anche tutta la passione per l’arte e la volontà di resistere:

Personalmente sono piuttosto inquieto, abbiamo una situazione in cui molta gente è andata via, non è ancora chiaro se anche noi chiuderemo. Stiamo andando avanti, senza aiuti e senza stipendio. È veramente dura. Ma senza lavorare e cantare, sarebbe ancora peggio.

E ancora, il direttore delle vendite Andrei Kornienko, si esprime con determinazione:

Il nostro pubblico ha bisogno di noi, questa stagione più che mai e non potevamo abbandonarlo. Noi lavoriamo per il pubblico, e finché rimarrà un solo spettatore a Donetsk il teatro rimarrà aperto.

Il Teatro non scappa, non si nasconde, non demorde.

L'orchestra, durante i bombardamenti, musicisti, attori e macchinisti possono rifugiarsi sotto il palco, in una buca protetta da putrelle e ingranaggi del palco. E poi, the show must go on.

Il pubblico si presenta durante gli spettacoli del weekend, inscenati di primo pomeriggio, a causa del coprifuoco sulla città. Scarso, ma si presenta. Perché molti sono andati altrove, ma alcuni sono rimasti, speranzosi.

Ed è questo che il Teatro trasmette. Speranza. E libertà.

Libertà di poter esprimere l’arte anche durante un periodo di guerra. Libertà di potersi allontanare dalle atrocità e rifugiarsi in un angolo dove è ancora possibile sognare.

Libertà e speranza, proprio come il fiore al centro del dipinto Guernica, di Picasso.

Guerra, disperazione, morte ai lati del quadro, per rappresentare una realtà concreta e tangibile.

Un fiore, al centro, solo e aggraziato, ancora forte. Pieno di vita.


Un fiore, come quelli che si lanciano agli attori a fine spettacolo. Perché sono stati bravi. Perché, come avviene nel Teatro dell’Opera a Donetsk, sono andati ancora una volta in scena, di fronte alle bombe, coraggiosi.

giovedì 5 marzo 2015

Max Jota - Tosca


ENG
OPERA BRITANNIA

“On the second evening, one was on a completely different planet with the performance of Max Jota, a Brazilian tenor I had already had the pleasure to review as the lead in Les contes d’Hoffmann just a few months ago on the same stage.  Jota possesses a luxurious lyric tenor with a liquid, springy timbre, his high notes characterized by a meaty, juicy resonance, exuberant freedom and tonal refulgence.  This is the consequence of a voice perfectly in the mask, a homogeneous delivery with an excellent understanding of how the passaggio works: he starts to prepare it by slightly covering the notes immediately preceding it, which yields a top gifted with all the above described qualities.  In “Recondita armonia”,he managed to convey sensuality by a skilled game of tastefulritardandos on phrases such as “E te, beltade ignota”, using even the normally neglected acciaccaturas  (“cinta di chiome bionde) to that purpose, the concluding B flat was full of squillo and the aria ended with an enchanting  – and long – diminuendo on the F natural of “sei tu”, an expression mark that Puccini indicates for the orchestra.  And this aria summarizes his vision of Cavaradossi: an aristocrat, a gentleman with courteous manners caught in a game much bigger than himself, something he shows at the fullest in his Act I duet with Tosca, in moments like “Mia vita amante inquieta…”, which he began with a dulcet whisper and then steadily increased the volume as written in the score.  He is rhythmically alert, never losing a beat  (the evening before, Profeta had seriously compromised his Act II confrontation with Scarpia by always entering late).  The highlight of the evening was perhaps “E lucevan le stelle”, where he communicated true lacerating nostalgia without sobs or any sort of histrionics such as the unwritten stressing of “flagrante”. “O dolci baci”, was not the usual display of a tenor trying to show he can sing piano on a crucial note like the F#, but a real disclosure of regrets and pain of the soul.  “E muoio disperato” was sung slightly dallying on each note so as to express the required stentato un poco, the A natural was perfectly nailed and the aria concluded with a skilled diminuendo that left the audience almost breathless.  Then the ovation exploded, the real true applause of the two evenings combined, with people repeatedly asking for an encore that unfortunately the conductor decided not to grant.
On top of this, Jota, despite being at the beginning of his career, moves effortlessly on stage as a natural born actor, responsive to the words and gestures of his colleagues, and with the facial expressions of the most consummate Thespians, without ever overdoing it; his being attractive certainly does not hurt. 
All in all, he has charisma to sell and a sympathetic personality.  I will go out on a limb and say he is one of the very few complete Marios I have seen (and this was my 77th Tosca), with all the right credentials to become an “A Class” tenor in the near future, especially considering that he is only 28 years old: “ecco un artista!”
If only Jota had been placed in the first cast, he would have been the crucial contribution to a performance that would not have been out of place in any major opera house."
Nicola Lischi ( OPERA BRITANNIA, May 2014 )

E lucevan le stelle - Mario Cavaradossi - Tosca
 

ITA
OPERA BRITANNIA
 "Alla seconda serata si era su un pianeta completamente diverso con la prestazione di Max Jota, un tenore che avevo già avuto il piacere di recensire come protagonista de “Les contes d’Hoffmann” alcuni mesi fa sullo stesso palcoscenico. Jota possiede una voce tenorile lussureggiante con un timbro liquido, fresco, con un registro acuto caratterizzato da una risonanza corposa e piena di linfa, una libertà espressiva e splendore tonale. Tutto ciò è conseguenza di una voce immascheratissima, un’emissione omogenea con una comprensione totale di come funzioni il passaggio: inizia a prepararlo coprendo leggermente le note immediatamente precedenti, il che dà come risultato un registro acuto dotato di tutte le qualità appena descritte. In Recondita armonia è riuscito a trasmettere sensualità con un abile gioco di ritardandi su frasi quali “e te beltade ignota”, usando persino le normalmente ignorare acciaccature (cinta di chiome bionde) a quello scopo, il Si bemolle conclusivo era pieno di squillo e l’aria è terminata con un un incantevole – e lungo –diminuendo sul Fa naturale, un segno d’espressione che Puccini indica per l’orchestra. E quest’aria riassumeva il suo concetto di Cavaradossi: un aristocratico, un gentiluomo con fare cortese intrappolato in un gioco molto più grande di lui, cosa che esprime al massimo nel duetto del primo atto con Tosca, in momenti come “Mia vita amante inquieta”, che ha iniziato con un quasi sussurrato dolcissimo e poi ha aumentato di volume come scritto nella partitura. Ha un grande senso del ritmo, non perdendo mai una nota (la sera prima Profeta aveva compromesso seriamente il suo confronto con Scarpia nel secondo atto entrando sempre un po’ in ritardo).
Il culmine della serata è stato forse “ E lucevan le stelle” in cui ha comunicato una vera nostalgia lacerante senza singhiozzi o trucchetti come il premere su “fragrante” che non è scritto. “O dolci baci” non era il solito sfoggio di un tenore che cerca di far vedere che sa cantar piano su una nota cruciale come il Fa diesis, ma una vera comunicazione di rimpianti e dolore dell’anima. In “E muoio disperato” si è leggermente fermato su ogni nota per esprimere il stentato un poco richiesto dal compositore, il La naturale era perfettamente emesso, e l’aria si è conclusa con un abile diminuendo che ha lasciato il pubblico quasi a bocca aperta. Poi è esplosa l’ovazione, con il pubblico che chiedeva a lungo un bis che purtroppo il direttore non ha concesso. Per di più Jota, nonostante sia all’inizio di carriera, so muove con naturalezza sul palcoscenico come un attore nato, risponde alle parole e gesti dei suoi colleghi, e con l’espressioni facciali dell’attore più esperto, senza strafare. Ha carisma da vendere e una personalità avvincente. Mi sbilancio e dico che è uno dei migliori Mario che abbia visto (e questa era la mia 77esima Tosca, con tutte le giuste credenziali per diventare un tenore “di serie A” nel prossimo futturo, specialmente considerando che ha solo 28 anni: ecco un artista!
Se solo Jota fosse stato messo nel primo cast, avrebbe dato un contributo fondamentale a una recita che non sarebbe stata fuori luogo in qualsiasi teatro internazionale."
 Nicola Lischi ( OPERA BRITANNIA, Marzo 2014 )

Recondita Armonia - Mario Cavaradossi - Tosca
Max Jota ténor - http://www.maxjota.com/

Fonte: Opera Britannia

mercoledì 4 marzo 2015

Audizione per la Cappella Musicale della Cattedrale di Pisa


L'associazione Cappella di Musica della Cattedrale di Pisa in accordo con l'Opera della Primaziale Pisana e il Capitolo della Primaziale di Pisa, indice un'audizione per l'accertamento dell'idoneità vocale finalizzata al possibile inserimento nell'organico della Cappella Musicale della Cattedrale di Pisa, riservata alle voci di Soprano, Mezzosoprano/Contralto, Tenore e Baritono/Basso.


Le prove d'esame, che si svolgeranno a Pisa sabato 11 aprile 2015 alle ore 15.30 presso l'auditorium G. Toniolo in piazza Arcivescovado, consisteranno in un'aria a scelta del candidato tratta dal repertorio da camera, lirico oratoriale di qualsiasi autore o epoca, con particolare riguardo al repertorio sacro, vocalizzi a scelta della Commissione giudicatrice e una lettura a prima vista tratta da brani del repertorio corale sacro.
Il bando di audizione potrà essere reperito presso gli uffici dell'Opera della Primaziale Pisana, Piazza Arcivescovado 1, oppure è anche possibile scaricarlo dal sito internet www.opapisa.it  sezione Cappella Musicale-Bandi.
Le domande di partecipazione dovranno pervenire in carta libera a mezzo lettera raccomandata all'Opera Primaziale Pisana piazza Arcivescovado 1, 56126 Pisa, entro e non oltre il 21 Marzo 2015.

martedì 3 marzo 2015

La Cina esporta anche l'opera


Con il debutto della nuova Aida dell' Ncpa (National Center for Performing Arts, l'Opera di Pechino) si è avuto una ventata di giovinezza: artisti e spettatori con una fascia d'età dai 22 ai 40 anni.
L'opera lirica non è più qualcosa di "antico", è al passo coi tempi, uno spettacolo di tendenza per la nuova ed emergente classe media cinese.



Il presidente dell'Ncpa, Chen Ping, afferma che la folla fuori dal teatro è sempre in crescita, un po' per via dei prezzi dei biglietti ( da 110 euro in giù) e un po' grazie alla curiosità di questo tipo di spettacolo ancora nuovo per il pubblico cinese.
Anche l'impatto visivo della struttura del teatro fa la sua parte, una stupefacente bolla progettata da Paul Andreu, con  quattro sale, per l'opera, i concerti, la prosa e una sotterranea polivalente.
Insomma, le risorse non mancano e questo lo si è capito anche durante il debutto dell'Aida, un'emblema dello sfarzo e della ricchezza.
L'opera cinese, però, presenta dei difetti: c'è molto da lavorare sulle voci e per quanto riguarda l'orchestra ci si aspetta una maggiore personalità, nonostante un coro che si fa onore.
Ma la vera notizia non è la passione per i cinesi nei confronti dell'opera, bensì che abbiano imparato a farla e soprattutto ad esportarla.
Infatti partirà in Italia la tournée del Rickshaw Boy, "Il ragazzo del risciò", l'opera di Guo Wenijng tratta dalla novella di Lao She, un classico della letteratura cinese contemporanea.
Si annuncia anche un balletto, Marco Polo, in trasferta a Milano per l'Expo.
Una volta di più, l'opera è il veicolo "verybello" della nostra cultura e della nostra immagine.

lunedì 2 marzo 2015

Standing ovation per l'Aida di Pappano




Era l'evento più atteso della Stagione dell'Accademia di Santa Cecilia, biglietti esauriti già da tre mesi e un pubblico internazionale che ha reso la sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica di Roma un'esplosione di applausi lunghi 15 minuti.
L'Aida di Giuseppe Verdi in forma di concerto diretta da Antonio Pappano, ha stupito tutti per il livello esecutivo e interpretativo, creando un'armonia nel rapporto tra voci e orchestra e, regalando al pubblico così tanti particolari e linee interne.
C'era una grandissima attesa per il cast stellare, composto da grandi cantanti quasi tutti al debutto nel proprio ruolo.
Jonas Kaufmann,tenore tedesco, ha emozionato la platea con il suo debutto nel ruolo di Radames, eseguendo la difficilissima 'Celeste Aida' in maniera magistrale.
La sua è una voce molto particolare e sopratutto ne registro medio-grave non risulta sempre convincente, ma la sua sicurezza e la sua presenza non possono che affascinare.
Il soprano Anja Harteros, tedesca ma di origini greche, è considerata uno dei soprani più acclamati dei nostri giorni. Ha musicalità, classe e temperamento da vendere, peccato però che dopo un inizio molto avvincente, la sua interpretazione nella parte finale dell'opera sia stata compromessa da problemi tecnici, in particolar modo nel registro acuto.
Anche il basso uruguaiano Erwin Schrott è stato convincente nel ruolo di Ramfis.
Applausi anche per Ekaterina Semenchuck (Amneris), Ludovic Tezier (Amonasro), Marco Spotti (Re), Paolo Fanale (Messagero) e Donika Mataj (Sacerdotessa).
Grandi nomi presenti in sala: dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, al leader di Confindustria Giorgio Squinzi, il capo della Polizia Alessandro Pansa, l'ambasciatore del Giappone Kazuyoshi Umemoto, Gianni Letta, Bruno Vespa, lo scrittore Alberto Arbasino, i compositori Giorgio Battistelli e Matteo d'Amico e la star del belcanto Cecilia Bartoli.
Un successo non solo per Pappano, l'orchestra, il coro e gli interpreti di questa Aida (che nei giorni scorsi è stata incisa per la Warner Classics), ma anche per il nuovo presidente della fondazione Michele dall'Ongaro.