giovedì 30 aprile 2015

SUCCESSO DI TURANDOT AL TEATRO DEL POPOLO DI COLLE



Grande successo lo scorso giovedì 23 aprile per la rappresentazione al Teatro del Popolo di Colle val d'Elsa dell'opera lirica Turandot, a cura dell’associazione Fabbrica d’Opera di Prato. Grande professionalità degli artisti saliti sul palco: la potenza e la passionalità della voce del tenore Simone Frediani, che ha interpretato il principe Calaf; la sensibilità interpretativa del soprano Cristina Ferri, la dolce e forte Liù; la pienezza dell’esperienza del basso Alfredo Zanazzo, il re spodestato Timur;  la raffinata voce del soprano Silvia Pacini, che ha reso pienamente l’ambiguità di Turandot.

Grandi le capacità vocali anche dei personaggi minori: il baritono Diego Fiorini e i tenori Claudio Giovani e Marco Miglietta che hanno egregiamente interpretato la saggezza e l’ironia di Ping, Pang e Pong; il tenore Matteo Michi, l’ormai stanca speranza di successione dell’imperatore Altoum; il basso Federico Masi, l’energia del mandarino.

La Corale Giuseppe Verdi di Prato, la Corale Vincenzo Bellini di Colle di Val d’Elsa e il Coro Voci Bianche V.
Apicella di Firenze hanno accompagnato con sicurezza i solisti e hanno anche dimostrato capacità interpretativa nel canto alla luna del primo atto. Tutti diretti dalla grande e raffinata esperienza del Maestro Alan Magnatta Freiles, che con la grande orchestra, di più di trenta elementi costituenti l’Orchestra Nuova Europa, ha reso indimenticabile agli spettatori la rappresentazione.

Un plauso particolare va alla Società Corale Vincenzo Bellini di Colle di Val d’Elsa che negli ultimi anni è riuscita a sensibilizzare le nostre amministrazioni locali affinché si potesse, secondo la tradizione del Novecento, di nuovo ascoltare la lirica nella sua espressione più grande.
http://www.oksiena.it/

martedì 28 aprile 2015

Metropolitan Opera di New York: "Così fan tutte"



Martedì 29 Aprile, alle ore 19.30, in diretta satellitare e in alta definizione digitale da The Metropolitan Opera di New York "Così fan tutte", l'opera in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart. Provocati da Don Alfonso, vecchio esperto del mondo e disincantato filosofo, gli ufficiali Guglielmo e Ferrando scommettono cento zecchini sulla fedeltà delle loro fidanzate, Fiordiligi e Dorabella. Allora Don Alfonso chiede ai due di assecondarlo nell'inganno che lui predisporrà per mettere alla prova la fedeltà delle due ragazze. 

Martedì 29 aprile 2014
ore 19.30

"Così fan tutte" sarà diretto da James Levine per la regia di Lesley Koenig e la scenografia di Michael Yeargan; con un ricco cast che vede in scena Susanna Phillips, Isabel Leonard, Danielle de Niese e Matthew Polenziani.
Metropolitan Opera di New York: "Così fan tutte"
L'emozione del Cinema-Opera continua...
 Ingresso: €12.00
Non perdetevi questa magnifica recita Live al Metropolitan Opera House di New York.
"Così fan tutte"
Buona visione a tutti!

domenica 26 aprile 2015

"Live dal Metropolitan Opera di New York"



AREZZO ‒ Martedì 28 aprile, alle 19.00, il Teatro Pietro Aretino di Arezzo torna ad ospitare la grande opera lirica in diretta dal Metropolitan Opera di New York con “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni e “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo.

A soli 26 anni Pietro Mascagni vide il successo di “Cavalleria Rusticana”, che vinse il concorso dell’editore Sonzogno e lo rese subito famoso. Tratta dalla novella di Giovanni Verga, Cavalleria Rusticana racconta la storia di un giovane innamorato: siamo in Sicilia, il giovane Turiddu intona una serenata a Lola, la ragazza a cui si era promesso prima di andar soldato e che, al suo ritorno, ha ritrovato sposa a compar Alfio, un carrettiere benestante. Nella piazza di un villaggio nei dintorni di Catania, mentre ci si appresta a festeggiare la Pasqua, l’amante di Turiddu, Santuzza, scomunicata per la sua scandalosa relazione con il giovane, appare disperata, rosa dal fondato sospetto che il suo amante abbia ripreso a vedersi con Lola. Dopo un acceso confronto con Turiddu, la donna decide di rivelare tutto ad Alfio, che, dopo la messa pasquale, sfida il rivale in amore. Turiddu, saluta la madre Lucia affidandole la povera Santuzza che, disonorata a causa della loro relazione, senza di lui si ritroverebbe sola al mondo.
“Pagliacci”, l’opera più rappresentata di Ruggero Leoncavallo, fu tratta da una delle storie di cui era stato testimone suo padre, magistrato regio. In un caldo mezzogiorno di ferragosto, nella Calabria del 1865, una compagnia teatrale irrompe nella piazza centrale del paese per annunciare lo spettacolo che, di lì a poco, metterà in scena per festeggiare la ricorrenza dell’Assunta. Poco prima della rappresentazione Canio, marito geloso, sorprende Nedda con l’amante, Silvio, che le strappa una promessa d’amore prima di riuscire a fuggire via senza essere riconosciuto da Canio. La scenata di gelosia che ne segue viene interrotta per lasciar spazio allo spettacolo che sta per cominciare. Sul baraccone Colombina, interpretata da Nedda, è in procinto di tradire, con Arlecchino, il marito Pagliaccio, interpretato da Canio. Davanti alla folla interessata, la commedia va avanti mentre si interseca e si confonde con la realtà.

David McVicar cura la regia della nuova produzione, la prima in 45 anni al Metropolitan Opera di New York, del duplice programma del verismo popolare, con Marcelo Álvarez che debutta nelle parti da tenore di entrambe le opere: l’incorreggibile Turiddu e il pagliaccio Canio. Eva-Maria Westbroek dà voce a Santuzza, l’amante abbandonata di Cavalleria Rusticana, mentre Željko Lučić è il cavalleresco Alfio. Patricia Racette interpreta Nedda, moglie dell’infelice Canio in Pagliacci, con George Gagnidze nella sua prima esibizione al Met nei panni di Tonio. Il direttore principale del Metropolitan Opera, Fabio Luisi, dirige entrambe le opere.

venerdì 24 aprile 2015

Gran Gala della Lirica: Teatro Palladium di Roma

Il 27 aprile, ore 20.30, al Teatro Palladium, Roma
palladium2soprani: Marcella Orsatti Talamanca, Rosanna Savoia
mezzosoprani: Renata Lamanda, Dionisia di Vico
tenore: Roberto Cresca
baritoni: Giuseppe Garra, Giampiero Cicino
basso: Federico Domenico Eraldo Sacchi
pianoforte: Mauro Arbusti

In programma arie, duetti e quartetti da Monteverdi a Cilea, passando per Mozart, Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, Puccini, Ponchielli e Catalani
Introducono: Luca Aversano e Jacopo Pellegrini
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L’Università Roma Tre, in collaborazione con CPI – Cantori Professionisti d’Italia e con il Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti, presieduto da Luigi Berlinguer, presenta il Gran Gala della Lirica, con la partecipazione di numerosi e importanti interpreti della scena lirica internazionale.

Il concerto, che si terrà Lunedì 27 aprile alle ore 20.30 al Teatro Palladium-Università Roma Tre, è pensato come conclusione naturale di una giornata di studio (L’opera lirica patrimonio musicale, culturale e formativo) tenutasi nella sede MIUR di viale Trastevere con il contributo del Teatro dell’Opera di Roma, incontro che ha posto al centro della discussione il tema importante della valorizzazione del grande potenziale dell’opera lirica sul piano pedagogico: una scuola dei sentimenti e delle emozioni il cui valore formativo non si limita alle competenze specialistiche, ma si estende alla sfera generale dell’educazione dei giovani e alla crescita della loro personalità.

In virtù di tale riflessione sul piano scientifico e culturale, l’iniziativa intende anche contribuire a indirizzare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica verso un traguardo significativo: il riconoscimento dell’opera lirica italiana quale patrimonio immateriale dell’Umanità presso l’UNESCO, una candidatura di cui l’associazione dei Cantori Professionisti d’Italia è stata promotrice, ai fini della tutela, salvaguardia, promozione e trasmissione alle future generazioni di questa eccezionale forma di spettacolo.

La candidatura è inoltre patrocinata da: Puccini Opera Festival – Accademia di Alta Formazione, Rossini Opera Festival – Accademia Rossiniana, Teatro dell’Opera di Roma e Formazione didattica,  Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, Accademia Teatro alla Scala di Milano, Teatro Sociale di Como – Aslico progetto “Opera Education”, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, Maggio Musicale Fiorentino – Accademia Formazione, Opera Verdi di Trieste – progetto didattico “All’Opera Ragazzi”, Reseo European Network for Opera Education, Centro Italiano ITI International Theatre Institute, le trasmissioni Rai “La musica di Rai Tre” e “Prima della Prima”, la rivista mensile specializzata “l’ Opera”.

In apertura della serata sarà proiettato il video ufficiale della candidatura, effettuato dal regista Daniele De Plano,direttore artistico del Puccini Opera Festival a Torre del Lago.
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PROGRAMMA
Claudio Monteverdi, L’incoronazione di Poppea: “Ecco la sconsolata donna”
Federico Sacchi
Wolfgang Amadeus Mozart, Don Giovanni: “Là ci darem la mano”, duetto
Rosanna Savoia, Federico Sacchi
Gaetano Donizetti, Elisir d’Amore
“Udite, udite o rustici” –   Giampiero Cicino
“Quanto amore…” , duetto – Giampiero Cicino, Rosanna Savoia
Gioachino Rossini, Italiana in Algeri: ” O che muso, che figura”, duetto
Federico Sacchi, Dionisia di Vico
Vincenzo Bellini, La Sonnambula: ” Ah, non credea mirarti”
Rosanna Savoia
Giuseppe Verdi, Rigoletto: “Bella figlia dell’amore”, quartetto
Giuseppe Garra, Marcella Orsatti Talamanca, Roberto Cresca, Dionisia di Vico
Giuseppe Verdi, Macbeth: “Regna il sonno su tutti”, duetto
Giuseppe Garra, Renata Lamanda
Amilcare Ponchielli, La Gioconda: “Voce di donna o d’angelo”
Dionisia di Vico
Alfredo Catalani, La Wally: “Ebben, ne andro’ lontana”
Marcella Orsatti Talamanca
Giacomo Puccini, La Fanciulla del West: “Minnie, dalla mia casa”
Giuseppe Garra
Giacomo Puccini, Tosca: “E lucevan le stelle”
Roberto Cresca
Francesco Cilea, Adriana Lecouvreur: “Acerba volutta”
Renata Lamanda
Gioachino Rossini, Mose’ in Egitto: “Dal tuo stellato soglio”
tutti
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TEATRO PALLADIUM
Piazza Bartolomeo Romano 8 – Roma
Lunedì 27 aprile 2015 ore 20.30
Gran Gala della Lirica
Biglietti: Posto unico: € 10,00  (Studenti: € 5,00)
Info e prenotazioni: 06.97602968 – 333.1515381 – info@mentiassociate.it
Prevendita on line: http://www.ticketone.it/

giovedì 23 aprile 2015

MAX JOTA – LES CONTES D’HOFFMANN “after all c’est la methode”!


MAX JOTA – LES CONTES D’HOFFMANN  “after all c’est la methode”!

"Brazilian Max Jota, a Latin tenor to the core, was a charismatic Hoffmann."
Matthew Rye ( DISTANT SOUNDS)

“The title character has been portrayed by  Max Jota (at his German debut) with tenor fire and vocal elegance (…) theatrically energetic”
Christoph Zimmermann (Online Merker)

“The piece had in  Max Jota (Hoffmann) and Eva Maria Günschmann (Muse)  the ideal  leading characters
Armin Kaumanns (RPonline)

"The most beautiful voice of international opera.  Max Jota, born in Brazil but now Italian by adoption, is one of the most promising tenors on the world-wide operatic scene, ..a voice with a wide range of nuances, extremely talented and gifted with an extraordinary interpretative skill."
Michele Bulzomì ( LA NAZIONE )

"...an opera such as Les Contes, the vocal writing is quite demanding and certainly not easy, particularly for the tenor.  Yet, Max Jota (Hoffmann) exquisitely succeeds in his task: the singer's voice, characterized by a pleasant timbre, maintains itself homogeneous in range and intensity, and can be considered excellent in relation to the global contest."
Roberto Del Nista ( L'OPERA magazine)

"The protagonist was Max Jota(…). Here he was squarely in his element and portrayed an excellent Hoffmann from every point of view. He exquisitely handled the many lyric parts requiring a nuanced, rich and supple middle register (for example “Ah! vivre deux n’avoir”) as well as the even more numerous moments that abruptly jolt towards the top, with very uncomfortable leaps incessantly hammering on the passaggio, and that create a vocal duality nearly impossible to dominate(…). The classic example is the Kleinzac aria: from such a thorny tessitura that in a way represents a large part of the French musical tradition, Jota emerged with the firmness of his middle register well welded to a secure and ringing top, gifted with overtones and squillo. In a similar way he conferred warmth to the wide expansions of the duet with Antonia, and dominated with silvery tone the swift and brisk ascents to the top, all the way to a roof-peeling high D flat, or the insouciant B flat crowning the very jagged writing of the couplets bachiques. His musicianship allowed him to dominate the many passages where one’s sense of pitch is severely put to the test. He also proved to be a consummate actor (…).  Such a refined delineation is possible only when the singer is confident with his technique, as Max Jota certainly is. After all, “c’est la methode.”
Nicola Lischi ( OPERA BRITANNIA )

“The young and talented Brazilian tenor Max Jota as Hoffmann showed a remarkable interpretative temperament”

Mauro Guidi ( TEATRO.ORG. )






mercoledì 22 aprile 2015

Fantastiche seduzioni alla Sala dei Teatini con "In..canto d'opera"

Fantastiche seduzioni. Questo il titolo del quarto appuntamento con la rassegna cameristica, ad ingresso gratuito, “Allegro con Brio”, organizzata dalla Fondazione Teatri di Piacenza in collaborazione con il Conservatorio di Musica “G. Nicolini” di Piacenza in programma domenica 26 aprile alle 17 alla Sala dei Teatini.

Protagonista il Quartetto Hartmann, Mozzoni, Rizzi e Bernelich che proporrà musiche di Camille Saint-Saëns, Ludwig van Beethoven, Francis Poulenc e Antonio Pasculli. In apertura di concerto verrà presentata di Camille Saint-Saëns la Sonata per oboe e pianoforte composta nei primi mesi del 1921 all'età di 85 anni, durante il suo soggiorno invernale ad Algeri e completata al rientro a Parigi. Come era sua consuetudine, prima di inviarla all’editore, l’autore la volle “testare” in privato con uno strumentista di sua fiducia, l’amico Louis Bas primo oboe dell’Opéra. Saint-Saëns rimase così soddisfatto dalla performance dell’oboista che a lui dedicò la sonata.

Benchè pubblicata prima della sua morte, la Sonata venne eseguita per la prima volta in pubblico soltanto l'anno successivo alla morte del compositore francese. Il pomeriggio proseguirà con la Sonata per oboe e pianoforte di Francis Poulenc, scritta nel 1962 e dedicata “à la mémoire de Serge Prokofiev” del quale è evidente il richiamo nello Scherzo centrale, mentre il primo tempo Elégie è pervaso da una profonda, lirica serenità. ---->http://www.piacenzasera.it/app/document-detail.jsp;?id_prodotto=57168

martedì 21 aprile 2015

LA RANCATORE E' UN VALORE AGGIUNTO CHE BRILLA DI LUCE PROPRIA

Continua il successo nella Capitale Subalpina  per I PURITANI dove Michele Mariotti dirige il capolavoro di Bellini al Regio.  Un eccelso cast per l’opera simbolo del belcanto italiano. Nel corso delle otto recite, dal 14 al 26 aprile, si alternano nei ruoli dei protagonisti:  Désirée Rancatore (Elvira), Enea Scala (Arturo), Mirco Palazzi(Giorgio Valton) e Simone Del Savio (Riccardo Forth), a un ulteriore cas,t formato da celebri e apprezzati artisti, che ha dato  vita a un’interpretazione del pari ricca di lirismo e sfumature musicali. Il soprano Desirée Rancatore che si alterna all'altrettanto bravissima Olga Peretyatko, giovane soprano russo di fama internazionale, eccelle per una completezza artistica a tutto tondo. La Rancatore, oltre alle doti vocali e reciatative  colpisce il pubbico. Nel sublime cast senza dubbio il soprano palermitano è un valore aggiunto, un 'artista che brilla di luce propria e che rende Elvira , la protagonista dell'opera in oggetto , vera e meravigliosa.


Personaggi

Interpreti
Elvira, figlia di Lord Valton
soprano

Olga Peretyatko
Désirée Rancatore (18, 21, 23)

Lord Arturo Talbo, cavaliere
e partigiano degli Stuardi tenore

Dmitry Korchak
Enea Scala (18, 21, 23)

Sir Giorgio Valton, colonnello in ritiro,
fratello di Gualtiero, puritano basso

Nicola Ulivieri
Mirco Palazzi (18, 21, 23)

Sir Riccardo Forth, colonnello,
puritano baritono

Nicola Alaimo
Simone Del Savio (18, 21, 23)

Lord Gualtiero Valton, generale
governatore, puritano basso
Fabrizio Beggi

Enrichetta di Francia, vedova di Carlo I,
sotto il nome di «Dama di Villa Forte»
mezzosoprano

Samantha Korbey

Sir Bruno Roberton, ufficiale,
puritano tenore
Saverio Fiore

Direttore d'orchestra
Michele Mariotti
Regia
Fabio Ceresa
Coreografia e assistente alla regiaRiccardo Olivier
Scene
Tiziano Santi
CostumiGiuseppe Palella
LuciMarco Filibeck
Assistente alle sceneAlessia Colosso
Maestro del coro
Claudio Fenoglio

Orchestra e Coro del Teatro Regio
Fattoria Vittadini

Nuovo allestimento
in coproduzione con Maggio Musicale Fiorentino



Calendario

Mercoledì 22 Aprile 2015 - 20.00 - Turno B
Giovedì 23 Aprile 2015 - 20.00 - Turno Familiare
Domenica 26 Aprile 2015 - 15.00 - Turno F


Alessandra Giorda

sabato 18 aprile 2015

Audizioni per Cantanti Lirici-Opere:Cavalleria Rusticana, Nozze di Figaro, Barbiere di Siviglia e Carmen

Audizioni al Teatro Comunale Garibaldi di Enna- Sicilia dal 12 Giugno 2015 al 13 Giugno 2015
La Scadenza per l’iscrizione all’audizione è fissata al giorno 11 Giugno 2015
Nessun limite di età e la quota d’iscrizione è pari a 30 euro.
Il Teatro di Enna in Collaborazione con l’Atelier Internazionale della Musica e l’Associazione Puccini in the World di Lucca, organizzano Audizioni per Cantanti Lirici rivolte a soprani, mezzi soprani, contralti, tenori, baritoni e bassi di qualsiasi nazionalità, senza limiti di età, al fine di trovare artisti idonei ad interpretare ruoli primari o comprimari da le seguenti opere liriche:

CAVALLERIA RUSTICANA –P.Mascagni (ottobre 2015 ) ,NOZZE DI FIGARO –W.A.Mozart (novembre 2015), BARBIERE DI SIVIGLIA– G.Rossini(dicembre 2015 )CARMEN—G. Bizet (gennaio 2016).
La GIURIA sarà presieduta dal M° Salvatore Fisichella (Tenore), il M° Gianfranco Pappalardo Fiumara ( Pianista, docente Presso il Conservatorio di Milano, responsabile casting Atelier Interanzionale), la Dott.ssa Giovanna Capuano ( Agente Lirico, Responsabile Puccini in the world) il M° Roberto Cresca ( Tenore).
Informazioni e per scaricare il bando:

http://www.pucciniemotions.it/Audizioni.html

venerdì 17 aprile 2015

Tintin diventa protagonista di un’opera lirica

castafiore
Dopo essere passato attraverso trasposizioni cinematografiche e cartoni animati, Tintin – il giovane reporter belga nato dalla fantasia di Hergé – sarà presto protagonista di un’opera lirica.
Lo spettacolo teatrale sarà basato sul volume I gioielli della Castafiore e includerà arie di grandi maestri della musica classica come Rossini, Mozart, Offenbach, Puccini, Gounod e Verdi, con testi basati sul fumetto di Hergé.

Nei panni di Tintin vedremo Amani Devos mentre la diva italiana Bianca Castafiore sarà interpretata dal soprano Hélène Bernardy. L’opera andrà in scena a settembre 2015 per otto rappresentazioni nella splendida cornice del castello di La Hulpe, in Belgio.

domenica 12 aprile 2015

Audizioni - Nuova stagione estiva ed invernale - Ritorno all'Opera...

Ritorno all'Opera in collaborazione con il Teatro Cantero di Chiavari
Indice Audizioni per la nuova stagione estiva ed invernale del Teatro Cantero di Chiavari
dal 25 Aprile 2015 al 10 Maggio 2015
a CHIAVARI (GE)
Il termine per l’iscrizione a partecipare alle audizioni è fissato al giorno 08 Maggio 2015 e la quota d’iscrizione 40 euro.
Ritorno all'Opera in collaborazione con il Teatro Cantero di Chiavari e l'Associazione Amici del Teatro e del Tigullio, indicono nuove Audizioni per ruoli primari e comprimari per la nuova Stagione Lirica del Teatro Cantero di Chiavari e per altre Rassegne Musicali organizzate in Liguria.
Le audizioni si terranno nei giorni 25 Aprile e 10 Maggio presso l'Auditorium di Chiavari.
Per scaricare il Bando ed avere maggiori informazioni è possibile visitare il sito internet: 

sabato 11 aprile 2015

Cantiere all'Opera al Teatro Barbarigo - "Ma se mi toccano dov'è il mio debole"



 Questa sera alle ore 21 Concerto lirico "Ma se mi toccano dov'è il mio debole" al Teatro Barbarigo di Padova
Il terzo  appuntamento dell'Associazione Culturale Cantiere all'Opera al Teatro Barbarigo  Sabato 11 Aprile ore 21:00  con il concerto lirico "Ma se mi toccano dov'è il mio debole".
Stavolta i protagonisti selezionati dalla Audizioni Internazionali saranno quattro giovani voci già avviate a una carriera che promette importanti traguardi: Il soprano Francesca Tassinari, Il MezzosopranoCarlotta Vichi, il tenore Cosimo Vassallo e il baritono Alfonso Marzano. Al pianoforte il Maestro Bruno Volpato.


Ascolteremo le più belle arie e duetti brillanti dal Repertorio Classico: da La Serva Padrona di Pergolesi,  a L'elisir d'amore e Don Pasquale di Donizetti, passando per la trilogia Mozart/Da ponte Don Giovanni,Così fan tutte e Le nozze di Figaro, e il funambolico Rossini con Tancredi, Il Signor Bruschino e Il Barbiere di Siviglia.

martedì 7 aprile 2015

UN “NUOVO MODO” DI RAPPRESENTARE L’OPERA LIRICA IDEATO DAL REGISTA E DRAMMATURGO PAOLO SANTARELLI “PROGETTO LIRICA”

Gran successo per  l’innovativo format  “Progetto Lirica...” ideato dal regista Paolo Santarelli  che vede ridotta l’opera lirica nei tempi  (dalle tre ore all’ora e mezzo), ma non nei contenuti, coniugando letteratura, danza, teatro e musica in un’unica realizzazione.

Le opere raccontate spaziano dalle piu’ famose quali la Traviata, L’elisir d’amore, Il Barbiere di Siviglia alle autentiche rarita’ quali Giulietta e Romeo di Vaccaj o la Pia de’ Tolomei di G.Donizetti.
Gli allestimenti curatissimi scenicamente sono tutti rigorosamente in costume ed i brani delle opere sono introdotti da testi narrativi e monologhi teatrali affidati ad attori che si alternano ai cantanti .
Un nuovo modo di godere dell’opera lirica-patrimonio nazionale ed ambasciatrice “da sempre” della lingua italiana nel mondo.
Un sentito ringraziamento va quindi al Dott.Santarelli, per l’impegno nella ricerca musicale e storico letteraria operata in questi anni in qualita’ di autore dei testi e di innovative idee sceniche. Il laboratorio teatrale ha sede nelle Marche e a Roma con possibilita’ di spostamento a livello nazionale. http://www.progettolirica.net/  

sabato 4 aprile 2015

HISTOIRE DU SOLDAT - Totem Tribù al Teatro Lirico


L'associazione culturale Totem la Tribù delle Arti propone fuori abbonamento il 18 aprile al Teatro Lirico ore 21, il concerto spettacolo "Histoire du soldat" inserito nel cartellone degli eventi della rassegna "Magenta Cultura 2015" con una duplice motivazione: inserirsi nel filo conduttore del tema di quest'anno, “La Parola”, e nella celebrazione del centenario della Prima Guerra Mondiale, concretizzatosi nel progetto curato dalla Pro Loco Magenta "Da Casa Giacobbe a Vittorio Veneto", cui Amministrazione Comunale e Totem partecipano come partner.

La produzione originale, di e con Luca Micheletti, diretta dal maestro Angelo Bolciaghi, viene presentata al Teatro Lirico in assoluta prima per poi essere portata nei maggiori teatri italiani.

La direzione artistica Totem ha deciso di offrire la possibilità di acquistare il biglietto a prezzo ridotto (8 euro) agli abbonati alla Stagione Musicale 2015, ai soci Pro Loco e agli iscritti all’Università del Magentino.

CamerOperEnsemble in
HISTOIRE DU SOLDAT
musica di Igor Stravinskij – testo di Charles-Ferdinand Ramuz
con un epilogo di Pier Paolo Pasolini
Versione italiana di Giusi Checcaglini e Luca Micheletti (ed. gam 2012)
Uno spettacolo di e con LUCA MICHELETTI
nei ruoli del Soldato, del Diavolo, del Narratore
Direzione musicale di ANGELO BOLCIAGHI

Creata con l’encomiabile volontà di dare vita ad un’utopia – quella del teatro musicale itinerante destinato alle classi incolte – Stravinskij e Ramuz nel 1918 compongono e mettono in scena l’Histoire du soldat, riunendo un’eterogenea compagine formata da musicisti, attori e danzatori che avrebbe dovuto improvvisare un’avventurosa tournée per le province svizzere dell’immediato primo dopoguerra. Il destino dell’opera fu però differente: dopo il difficile inizio, l’Histoire fu salutata subito come un gioiello destinato a fare scuola, uno dei più innovativi e riusciti tentativi di dare vita alla chimera dell’opera d’arte totale in una raffinata versione “folk”. Attraverso l’alternarsi di scene recitate, narrate, danzate e parti esclusivamente musicali, una sorta di eclettico caravanserraglio racconta l’antico scontro tra il bene e il male, il mito intramontabile dell’incontro con il Diavolo e della compravendita dell’anima (qui simboleggiata dal celebre violino) tradotto in una fiaba popolare, vivace ed emozionante.

Stravinskij scrive una musica vibrante, difficile e facile allo stesso tempo: una musica non descrittiva, ma evocativa, fatta di marce militari, di citazioni barocche (Bach su tutti per il Grande corale in cui si svela la morale della storia), di ritmi cangianti e “sghembi” su cui ballare i difficili passi dell’esistenza.
Il violino è l’anima; le percussioni sono il diavolo; il contrabbasso, forse, lo scorrere del tempo... L’orchestra dialoga con l’attore, dando voce (musicale) ai personaggi assenti e realizzando il sogno dell’opera d’arte totale in una raffinatissima versione “da camera”.

La versione di Luca Micheletti, insieme ai sette solisti del CamerOperEnsemble diretto da Angelo Bolciaghi, restituisce con istrionismo e misura la limpidezza e la magia della storia, rintracciandone il fascino recondito tra i dolenti chiaroscuri della solenne morale di fondo: «Non è consentito avere tutto. La felicità è una».

Come opera ‘teatrale’ è stata molto semplificata, essendo stata agita con un’unica voce che costringe l’impatto drammatico a valenze affabulatorie da recital. Lavorando sui materiali editoriali d’epoca, sul carteggio tra il musicista e lo scrittore, sulle diverse edizioni della partitura, sugli appunti della prima regia, approvata e voluta da Stravinskij, sui bozzetti dei costumi, sulle scenografie e le coreografie d’allora, il direttore, il regista, i traduttori e adattatori hanno inteso restituire la forza integrale dell’opera, rivissuta nel suo significato universale che, come tale, riesce a contenere anche le inquietudini contemporanee.

In appendice una riduzione della Histoire du Soldat di Pasolini che concluderà lo spettacolo, dopo Stravinsky. Un post-scriptum che frequenta, con una sensibilità sociale tutta italiana, il tema del Bene e del Male, «della purezza sorgiva degli umili della malizia dei potenti, con suggestivi richiami al linguaggio evangelico e mitologico (la Musica, come voce di un’innocenza perduta, prima espressione di poesia dell’anima, precedente la parola, ben presto divenuta strumento oscuro di oppressione), e con sferzanti giudizi sul consumismo, legato al potere mediatico della televisione».

SCHEDA DELL'OPERA

CONTESTO STORICO
Il 1918, alla fine della Grande Guerra, non era certo un anno in cui poter pensare a costose messe in scena. Anche per questo motivo Igor Stravinskij, lo scrittore Charles-Ferdinand Ramuz e il pittore René Auberjonois pensarono ad una sorta di teatro ambulante, in cui i mezzi scenografici e musicali fossero ridotti al minimo, con il quale realizzare uno spettacolo che potesse essere trasportato facilmente in varie località, compresi i villaggi.         
L'essenzialità che contraddistingue l'Histoire du soldat scaturì, dunque, anche da una motivazione pratica. Tuttavia essa si conciliava perfettamente con le motivazioni poetiche degli autori, che rifuggivano da ogni tipo di grandiosità e di ridondanza. Per via dell'epidemia di una bruttissima influenza, detta spagnola, che fece molte vittime in tutta Europa, le rappresentazioni dello spettacolo si limitarono alla prima, avvenuta a Losanna il 28 settembre 1918, dovendosi annullare le successive repliche.

L'argomento è tratto da un libro di fiabe russe (Antiche fiabe russe curate da A. N. Afanas'ev), anche se il soggetto non è tipicamente russo. Fiabe simili si trovano nelle raccolte dei fratelli Grimm, e la vicenda del soldato che baratta con il diavolo ricorda quella del mito di Faust, che fa un patto con il diavolo, cedendogli l'anima in cambio di poter godere dei beni della terra e di possedere poteri sovraumani.
La storia, non a caso, secondo lo stesso autore Ramuz, può essere ambientata in varie località: "Entre Denge et Denezy" se lo spettacolo è rappresentato in Francia, "Zwischen Chur und Wallenstadt", se messo in scena in Germania, "Fra Belsit' e Pieve al Mar", se, invece, rivolto ad un pubblico italiano.
Anche la musica segue un analogo intento cosmopolita, spaziando in generi musicali tipici di vari Paesi, dal Tango argentino, al Ragtime nordamericano, alle fanfare svizzere, al Pasodoble spagnolo, al Valzer viennese.
Il violino, che rappresenta l'anima del soldato, ha, invece, una impronta musicale da folklore russo.

L'ORGANICO STRUMENTALE
L'organico strumentale è costituito soltanto da 7 elementi: clarinetto, fagotto, cornetta a pistoni, trombone, violino, contrabbasso, batteria. Ogni strumento, a parte la batteria, rappresenta l'estremo acuto o grave delle principali famiglie (legni, ottoni, archi). Agli strumentisti si aggiungono nella versione originale 1 narratore, 2 attori, 1 ballerina.

LA TRAMA
Un soldato se ne sta tornando a casa in licenza, incontra il diavolo (nei panni di un vecchio signore con retino acchiappafarfalle) mentre sta suonando il proprio violino sulla riva di un ruscello e viene convinto a barattarlo con un libro magico in grado di predire il futuro e di procurare denaro e potere. Il soldato dovrà restare con il diavolo tre giorni per insegnargli a suonare il violino. In realtà, senza accorgersene, il soldato non rimane con il diavolo tre giorni, bensì tre anni, e una volta ritornato al proprio villaggio la madre non lo riconosce e la fidanzata si è sposata. Gli ricompare il diavolo (ora nelle vesti di un ricco mercante di bestiame), che lo incita ad usare il libro magico, dal quale otterrà ricchezza e potere, ma non la felicità. Per questo il soldato rimpiange il proprio piccolo e vecchio violino. Ancora una volta riappare il diavolo (vestito da vecchia mezzana) con il violino, ma il soldato si rende conto che non è più in grado di saperlo suonare, si infuria e distrugge il libro, rompendo l'incantesimo.
Il soldato si rimette in cammino e giunge in un regno il cui re ha promesso in sposa la propria figlia a chi riuscirà a guarirla da una misteriosa malattia. Guarda caso, anche il diavolo si trova in questa città, come elegante violinista. Il soldato lo sfida a carte, lo fa ubriacare e riesce così a recuperare il violino. Con esso si reca al capezzale della principessa, suona tre danze che ridanno vita alla malata e la fanno danzare. Ricompare il diavolo, questa volta proprio nelle sue peculiari vesti di diavolo, ma il soldato lo costringe a ballare al suono del violino, fino a che cade esausto. Il soldato e la principessa si sposano, ma sulla loro felicità grava la maledizione del diavolo, che si attuerà nel caso abbandonino il loro regno. Quando la nostalgia e il desiderio della principessa di conoscere la madre e il villaggio dello sposo li condurranno oltre i confini del regno, infatti, per l'ultima e definitiva volta ricompare il diavolo, che al suono del violino trascina con sé il soldato.

Fonte

giovedì 2 aprile 2015

AUDIZIONE - Opere; LA SERVA PADRONA - LE NOZZE DI FIGARO – DON PASQUALE – LA TRAVIATA



AUDIZIONE PER IL DEBUTTO NEI RUOLI DI
LA SERVA PADRONA – LE NOZZE DI FIGARO - DON PASQUALE – LA TRAVIATA MILANO.
13 aprile 2015 h 10 presso Villa Clerici - Via Terruggia 8/14 - Milano - M3 Maciachini / Tram 4

L’ASSOCIAZIONE IL CLAVICEMBALO VERDE NELL’AMBITO DEL PROGETTO “MILANO MUSIC MASTER OPERA” DICHIARA APERTE LE ISCRIZIONI PER L’AUDIZIONE/CASTING DI 4 OPERE: “LA SERVA PADRONA” DI G. B. PERGOLESI – “LE NOZZE DI FIGARO” DI W. A. MOZART – “DON PASQUALE” DI G. DONIZETTI – “LA TRAVIATA” G. VERDI.


LE AUDIZIONI SI SVOLGERANNO IL 13 APRILE 2015 DALLE ORE 10 PRESSO VILLA CLERICI (VIA TERRUGGIA 8/14 – MILANO – M3 MACIACHINI/TRAM 4).

LE AUDIZIONI SONO APERTE A CHIUNQUE, SENZA LIMITI DI ETA’ E DI NAZIONALITA’.

PER ACCEDERE ALLE AUDIZIONI BISOGNA ISCRIVERSI ENTRO IL GIORNO 12 APRILE 2015 ESCLUSIVAMENTE SUL SITO 



PER OGNI OPERA SCEGLIEREMO 2 CASTING COMPLETI.

LE RECITE SI TERRANNO CON L’ORCHESTRA IN FORMA SCENICA NELL’AMBITO DEL FESTIVAL OPERISTICO PRESSO VILLA CLERICI NEI GIORNI 27 GIUGNO 2015 – 4 LUGLIO 2015 – 11 LUGLIO 2015 - 19 SETTEMBRE 2015.

SONO PREVISTE REPLICHE COL PIANOFORTE SEMPRE IN FORMA SCENICA PRESSO LA PALAZZINA LIBERTY IN DATE DA STABILIRSI.

LE DATE DELLE PROVE, DA SEGUIRE OBBLIGATORIAMENTE, PRECEDENTI AL DEBUTTO SARANNO: 22, 23, 24 MAGGIO / 3, 10 LUGLIO / 18 SETTEMBRE.

ALLE FINE DELLE PROVE LA COMMISSIONE DECIDERA’ IL CASTING CHE DEBUTTERA’ CON L’ORCHESTRA O COL PIANOFORTE.

I PARTECIPANTI DOVRANNO CONOSCERE BENE TUTTO IL LORO RUOLO. ATTENZIONE ALLA CONOSCENZA DEI RECITATIVI SOPRATTUTTO PER I PARTECIPANTI STRANIERI!!!

Fonte 
MILANO MUSIC MASTERSCHOOL
by Associazione Culturale Il Clavicembalo Verde
IL PRESIDENTE

ANGELO MANTOVANI

mercoledì 1 aprile 2015

OPERA DI FIRENZE: APPLAUSI ALLA PRIMA DELLA «TRAVIATA», OVAZIONE PER MEHTA

FIRENZE – Bella prova dell’Orchestra e del coro del Maggio Musicale sotto la direzione di uno Zubin Mehta in forma smagliante, cui il pubblico ha giustamente tributato, a fine spettacolo, un’ovazione entusiasta. Questa la sintesi della «prima» de «La traviata» di Verdi con la regia di Henning Brockhaus, andata in scena ieri sera 1 aprile all’Opera di Firenze.

Applauditissima anche Eva Mei nel ruolo di Violetta Valery, che forse non è quello che le è più congeniale, ma che ha nel complesso retto egregiamente: se nelle prime scene non è parsa al meglio della forma vocale, poi è entrata nella parte ed ha offerto un’ottima prova di recitazione (essenziale per il personaggio di Violetta), cantando benissimo il terzo atto; commovente in special modo l’«Addio del passato bei sogni ridenti», eseguito per intero (tutto il libretto è senza tagli). Ivan Magrì (Alfredo) con gli applausi si è preso anche qualche “buu”: è più severo del solito, ultimamente, il pubblico del Maggio; si sono sentiti spesso applaudire tenori ben peggiori e lui, forse, deve solo finire di formarsi e assestare la voce, ma privo di mezzi non pare. Buone anche la Flora della bella Anastasia Boldyreva e l’Annina di Simona di Capua.

«La-Traviata» nell'allestimento di Brockhauss in scena all'Opera di Firenze (foto di Simone Donati -Terraproject-Contrasto)

L’eleganza della direzione di Zubin Mehta bilancia felicemente alcune ineleganze cui il regista costringe sul palco gli interpreti. Henning Brockhauss va infatti volutamente nella direzione opposta a quella dei registi che “angelicano” troppo il personaggio di Violetta, ma esagera sul versante opposto, trasformando i saloni di Violetta e Flora in autentici bordelli. In realtà le “lorettes” (così si chiamavano a metà Ottocento le prostitute di altissimo bordo, brillanti conversatrici ed ottime ballerine, dotate di un certo stile) cercavano di imitare in parte l’atmosfera dei salotti delle dame; una buona dose di lascivia ci sta, ma qui la si introduce anche dove non ce ne sarebbe affatto (ad esempio nei colloqui tra Violetta e Alfredo nel secondo atto: non ha molto senso che le chieda di tornare con lui tenendo sottobraccio due donnine molto discinte né che le palpi il posteriore mentre lei lo implora di evitare il duello col barone).

Malgrado debordi su questo fronte, ci si sente comunque una regia non certo da dilettanti. L’allestimento riprende quello della Fondazione Pergolesi Spontini già testato, oltre che a Jesi, in altri teatri anche esteri, perfino a Melbourne, e che a sua volta è un adattamento dello spettacolo ideato dal regista nel lontano 1992 per lo Sferisterio di Macerata, dove è stato riproposto nell’estate del 2014. Una regia collaudata e ben nota agli esperti di lirica, dunque, che non è male si faccia conoscere anche al pubblico fiorentino, sia pure per sole cinque repliche (troppo poche, per «La traviata», che è oltretutto opera perfetta per attrarre i neofiti del genere e farli appassionare alla lirica).

Convincono le scene di Josef Svoboda. Su tutto domina un enorme specchio leggermente inclinato che riflette fondali scenografici stesi sul palcoscenico e che sul finale riflette anche il pubblico, a simboleggiarne il coinvolgimento diretto. «Lo specchio permette un doppio punto di vista sui rapporti tra i personaggi, mette in luce cose nascoste», spiega il regista, che effettua anche un piccolo spostamento in avanti del tempo, dalla metà dell’Ottocento ai primi del Novecento, prendendo come pittura di riferimento quella raffinata e sensuale di Giovanni Boldini. Lo specchio viene assunto a chiave di lettura dell’opera perché sta dentro la storia di «Traviata», rappresentandovi l’attegiamento maschile, voyeuristico, da testimone nascosto di oscenità proibite; spiega ancora Brockhauss (musicista di formazione avviato al teatro da Strehler, con cui a lungo collaborò): «C’è una simbiosi dello spazio psicofisico anche dello spettatore: la doppia vista, orizzontale e verticale, in cui si struttura lo spettacolo, produce un effetto anche di straniamento, quasi brechtiano, chiede sì partecipazione, ma soprattutto riflessione. Lo specchio, incontrovertibilmente e senza scampo, catapulta il pubblico nell’azione, confondendo vittima e colpevole, rendendo tutti responsabili nei confronti di quel mondo di “deboli” di cui anche Violetta fa parte».

Una lettura interessante, anche se, come spesso succede, fa dire a Verdi cose che probabilmente neanche immaginava. Brockhauss parte dal presupposto che il ribaltamento nell’ordine d’apparizione dei temi nel preludio sia significativo e premonitore della tragedia finale: il primo tema che compare è quello su cui si apre l’ultimo atto; si richiama poi la melodia di «Amami, Alfredo», che Violetta intona al termine della prima scena del secondo atto, quando ha già acconsentito a farsi da parte su richiesta del vecchio Germont e solo dopo la musica si fa più leggera e frivola, a rappresentare il “gioir” folleggiante della vita mondana. Tutto vero, ma è anche l’unico ordine possibile, se si vuol scivolare senza inciampi dal preludio alla prima scena; Brockhauss lo legge come una sorta di flashback allusivo alla memoria, specie quella di Alfredo che non ha capito bene quanto gli è accaduto e ripercorre all’indietro tutta la vicenda: così fa esplicitamente Armand Duval, protagonista maschile della «Signora delle camelie» di Dumas, racconto che ispira il libretto e che si sviluppa all’indietro dopo la morte della protagonista femminile, e così Brockhauss fa fare ad Alfredo, che nella prima scena compare da solo al centro della scena con una lettera, presumibilmente di Violetta, in mano. Un Verdi proto-simbolista, dunque, in una lettura estremamente reattiva a quelle naturalistiche alla Visconti.

Opera di Firenze (Piazza Vittorio Gui / Viale Fratelli Rosselli, 7)

Repliche Giovedì 2 aprile, Martedì 7 aprile e Mercoledì 8 aprile ore 20.30; Sabato 4 aprile ore 15.30


Guida all’ascolto nel foyer del teatro 45 minuti prima di ogni spettacolo

Successo per il concerto di solidarietà organizzato dalla Lilt

Grande successo per il concerto tenutosi il 30 marzo nel Teatro dell'Opera del Casinò.

L’appuntamento è stato organizzato dalla Sezione Lilt per ringraziare tutta la cittadinanza e in particolare i commercianti che in svariate occasioni durante l’anno hanno potuto e voluto sostenere la LILT con offerte, partecipando alle manifestazioni e, come in questi giorni, dando visibilità alla Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica acquistando le bellissime margherite LILT.



 Ad allietare la serata i grandi artisti presenti, ospiti del Coro Polifonico Città di Ventimiglia: il soprano Frédérique Varda di Parigi e il baritono Alessio Verna prossimo al debutto al Maggio Fiorentino ne "Il barbiere di Siviglia" di G. Rossini, che ha cantato il "Prologo" de i Pagliacci e dal "Don Carlo" di Verdi "Oh Carlo ascolta".
Il Coro si esibirà a Mentone il 18 aprile alla Chiesa del Sacro Cuore nell'ambito del Festival di Musica Sacra e il 25 aprile a Beausoleil.