venerdì 22 luglio 2016

INTERVISTA A CARLO COLOMBARA DOPO IL SUCCESSO DI EL JUEZ CON JOSE CARRERAS


Carlo Colombara - Cantante Lirico - Basso
Intervistato
in attesa del Don Carlo ne El Escorial di Madrid.


Colombara, l'abbiamo vista cantare recentemente nell’opera El Juez accanto al grande tenore José Carreras, è stata sicuramente una bell’esperienza, ci racconti...
E’ stata la terza ripresa di questa opera. La prima assoluta mondiale fu nel 2014 al Teatro Arriaga di Bilbao. Fu una bellissima esperienza, a cui fecero seguito nello stesso anno altre 4 recite altrettanto belle in Austria al Festpielhaus di Erl e in Russia al Mariinsky di San Pietroburgo. Tutti spettacoli sempre sold out ed applauditissimi. Quest’ultima ripresa è stata però per me un’esperienza particolarmente felice anche perché mi ha permesso di tornare a cantare a Vienna dove mancavo da qualche anno. Carreras è una persona gentile e di grande spessore oltre che un eccellente collega. In scena si lavora sempre molto bene e spero di avere altre occasioni di ritrovarmi presto sul palco ancora insieme a lui in futuro.

Lei è sempre molto impegnato tra opere e concerti in giro per il mondo, ma abbiamo notato che è anche molto attivo come insegnante, cosa preferisce di più, cantare o insegnare?
Per me oggi sono tutte e due passioni molto grandi. Diciamo che quando le opere sono eseguite in un certo modo e criterio, si lavora con un bel cast ed in sintonia con tutti, il piacere di cantare rimane sempre la mia priorità. Credo sia anche ovvio per un cantante come me ancora in carriera che sia più piacevole cantare che insegnare al momento ma…in questi ultimi anni ho scoperto davvero di avere una grande predisposizione per l’insegnamento del canto ed è diventata anche questa qualità una parte molto importante e sempre più presente nel mio calendario e che mi piace davvero molto fare, e mi sta dando davvero tante soddisfazioni. Adesso però sono già concentrato sul mio prossimo imminente impegno dove interpreterò uno dei ruoli che amo di più: Filippo II nel Don Carlo di Verdi al Real Monasterio di San Lorenzo de El Escorial di Madrid il 28 e 30 Luglio prossimi.

Dopo Madrid ci sarà Il Master Class di Varna: E’ un’occasione imperdibile per le giovani voci che parteciperanno; quale consiglio si sente di dare ai giovani cantanti?
Di impegnarsi un po’come facevamo noi all’età di 15 anni. I ragazzi di oggi sono presi da tante distrazioni ma l’unico vero modo per arrivare a fare e bene questo mestiere è quello di lavorare sodo fin dall’inizio e perseverare su tutti gli aspetti nello studio. I miglioramenti poi arrivano di conseguenza all’impegno profuso, nel canto come in tutte le cose della vita.

Nel mese di agosto in quale opera debutterà?
Nel Boris Godunov, l’opera capolavoro di Modest Mussorsky e soprattutto meta veramente importante per una voce di basso come lo è la mia. E’un debutto che attendo da tantissimi anni e che sto vivendo con molto entusiasmo preparandomi su ogni dettaglio ed anche con un pizzico di emozione che non guasta mai avere per trovare la giusta concentrazione, al pensiero di debuttare questo titolo al Festival di Varna in Bulgaria e quindi davanti al pubblico bulgaro che conosce molto bene la lingua russa. La Bulgaria è fra l’altro anche la patria di alcuni fra i più grandi bassi del mondo del recente passato come Boris Christoff e Nicolaj Ghiaurov. Sarà sicuramente uno degli appuntamenti più attesi della stagione ed è per questo che mi sto preparando nel miglior modo possibile.

Riuscirà quest’estate tra un impegno e l’altro a concedersi un po’ di vacanze?
Direi di no…ho un calendario molto fitto e ricco di impegni. Cercherò di ritagliarmi comunque un po’ di spazio se non una vacanza vera e propria per “rifiatare”fra gli impegni ma credo che almeno sino a novembre sarà molto difficile.

Oltre all'opera lirica, quali sono le sue passioni?
Mi piace viaggiare, cucinare, la prosa, il cinema e la lettura. L’ascolto di musica di vario genere e lo sport..tante cose davvero.

Quali sono i suoi prossimi impegni dopo il debutto di Boris?
Sempre al Summer Festival di Varna, canterò 2 giorni dopo il mio debutto in Boris, La forza del destino. E’ una realtà dove mi trovo molto bene quella di Varna e dove ho instaurato in questi anni un ottimo rapporto di amicizia e di collaborazione.
Poi andrò subito dopo a Bruxelles per 8 recite di Macbeth. In seguito mi aspettano 2 Masterclass a Bologna ed a Roma con un mio Concerto, e a Malta 2 recite di Aida. Si arriva cosi a fine anno dove sarò prima a Zagabria e poi a Rijeka per 2 Galà di Faust che fra l’altro registrerò in questa occasione per l’etichetta Universal.

Pregi e difetti di Carlo Colombara?
Tanti di uno e dell’altro. Trovo difficoltà a cominciare (ride). I pregi li lascio dire a voi…ed i difetti invece me li vorrei tenere per me... In breve penso di poter dire che si equivalgono ma…forse è troppo facile dire questo…e poi posso essere sempre smentito in qualsiasi momento da chiunque sia per una cosa che per l’altra! (ride)

Se tornasse indietro nel tempo, cosa non rifarebbe?
Mi creda, in generale rifarei tutto e sono tutt’oggi contento di quello che sto facendo.
Per quanto riguarda il lavoro forse talvolta avrei potuto fare qualche scelta diversa ma in linea di massima sono molto soddisfatto di tutto quello che ho fatto e che ho raggiunto fino ad oggi e non mi posso lamentare di certo ne tanto meno avere qualche rimpianto particolare.

Ringraziamenti speciali….
Sicuramente il mio Maestro Paride Venturi. E’ stato il mio unico vero Maestro ed ho avuto subito la fortuna di incontrare la persona giusta fin dagli inizi, e che mi ha veramente dato la corretta linea di studio ed inquadratura per incominciare questo mestiere. Poi sicuramente tutte quelle persone che mi sono state vicino in questi ormai 30 anni di carriera e condiviso con me momenti belli e meno belli..tutti. Ma un ringraziamento veramente speciale vorrei però farlo per una volta a me stesso per quello che sono diventato oggi perché ho sempre creduto in me e lavorato senza tregua giorno su giorno.

Francesco Fornarelli
Lirica World

domenica 10 luglio 2016

Don Carlo ne “El Escorial” di Madrid

La premiere di "Don Carlo" di Giuseppe Verdi in versione teatrale di Albert Boadella, durante il Summer Festival al Teatro Auditorium dello scorso anno di San Lorenzo de El Escorial, è stato una pietra miliare in assoluto nella storia di questo titolo: Per la prima volta l'opera è stata rappresentata interamente nel luogo dove hanno vissuto i protagonisti della vicenda. Ora, dopo aver ripetuto il successo lo scorso febbraio al Teatro Grande, El Escorial si è affermato come lo spazio ideale per la messa in scena di questo dramma. "Don Carlo" torna in scena il 28 e il 30 luglio. Manuel Grotte guiderà l'Orchestra e il Coro della Comunità di Madrid e sarà caratterizzato da un cast fantastico.


Il Cast 
Il cast dei cantanti include Massimo Giordano tenore italiano, nel ruolo di Don Carlo, controverso figlio maggiore del re Filippo II, qui interpretato dal basso Carlo Colombara. Accanto a loro, il baritono spagnolo Juan Jesus Rodriguez interpreterà il ruolo di Rodrigo, marchese di Posa, amico e confidente di don Carlo; il soprano italiano-russo Ekaterina Metlova sarà Elisabetta di Valois, la terza moglie di Filippo II, e la bulgara mezzosoprano Nadia Krasteva, assumerà il ruolo di principessa Eboli. Il basso americano Eric Halfvarson nel ruolo dell Grande Inquisitore completa il cast. La scenografia è opera di Ricardo Sánchez Cuerda, che ha lavorato con Boadella nella splendida e decorato Amadeu. I costumi di Pedro Moreno e le luci Bernat Janša.

Video: DON CARLO EN EL ESCORIAL
https://www.youtube.com/watch?v=yXe20ZikmXM&app=desktop

 La tragedia nuda 
Il drammaturgo Albert Boadella, direttore artistico del Teatro Canal di Madrid e curatore scenico di questa produzione, ritiene che 'Don Carlo' il maggior titolo delle opere del maestro di Roncole, "trasmette un drammatico accessibile a qualsiasi persona in grado di percepire ciò che accade all’esterno". E questa è stata davvero la chiave essenziale per il suo lavoro teatrale, portando solo i dettagli di luce della realtà storica, nel riportare il clima del dramma: "Ovviamente, la fantasia rimane incontaminata", dice il regista, che aggiunge che ha trattato l'opera "semplicemente con la nudità della tragedia piuttosto che evidenziare il tema dell'inquisizione in Spagna ". Don Carlo e verità storica. Il libretto di "Don Carlo", firmato da François Joseph Méry e Camille Du Locle, si basa sul dramma di Don Carlo. Il tedesco Friedrich Schiller, prende la mano dei protagonisti di quel periodo per sviluppare un alterato e ingannevole evento reale in questo importante capitolo della storia. Una visione che, basata sul profilo di una sostanziale ombrosa vicenda senz'anima e soggiogata al potere del male sull’ assassinio dell'inquisizione in Spagna. Questa ottica è durata per secoli, senza essere totalmente falsa, non è quello che in realtà era e significava la società spagnola del Rinascimento. L'opera Don Carlo, è stata anche un modo particolarmente efficace per ripristinare, tre secoli dopo, il fenomeno di propaganda della 'leggenda nera' circa la potente Spagna di Filippo II.

Versione italiana
Quando viene presa la decisione di iniziare una nuova produzione di Don Carlo, bisogna prendere in considerazione le varie versioni dell'opera che Verdi ci presentò, sempre guidato dal desiderio di perfezione. Boadella ha optato per la versione italiana, ma con alcune sfumature e spiega così la sua scelta: "Io uso la versione di quattro atti, eliminando l'atto iniziale di Fontainebleau. In questa breve versione sulla scena della fede, il frammento di uscita del corteo reale con il successivo annuncio del messaggero. Filippo II non entrerà solo nel tempio, ma con Elisabetta per essere affrontato rapidamente da Carlo e dai rappresentanti fiamminghi. Breve è anche la rivolta popolare correlato all'inquisitore, (intervento tra i rivoltosi). Tuttavia, poco prima, continua l'ingresso del re dopo la morte di Rodrigo - amico e confidente di don Carlo, aggiungendo in lacrime, il dialogo di Carlo e Filippo con conseguente sconcerto ed il coro di nobili che accompagnano il monarca. Allo stesso modo, alla fine dell'opera, dopo il suicidio di Carlo, mentre muore tra le braccia di suo padre il tutto finisce con il coro dei monaci, così come nella versione originale francese. "

Carlo Colombara

 Carlo Colombara